L’indotto in crisi, “lavorano meno di cento persone”: su Smim ed Eurocoop niente risposte dalla prefettura

 
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Gela. Niente risposte dalla prefettura di Caltanissetta, almeno fino ad ora. Ritardi nei pagamenti. I segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm, nelle scorse settimane, avevano chiesto l’intervento della prefettura nissena, soprattutto davanti ai ritardi nei pagamenti che si stanno registrando per gli operai di Smim ed Eurocoop. In quest’ultimo caso, mancherebbero stipendi arretrati anche di due anni. I segretari Orazio Gauci, Angelo Sardella e Nicola Calabrese, però, non hanno ricevuto risposte e, intanto, si preparano ad un nuovo vertice con i manager di Smim. All’ufficio provinciale del lavoro, si affronterà la questione della procedura di mobilità che l’azienda ritiene di dover mantenere per 135 dipendenti. Un’ipotesi del tutto rigettata dalle sigle sindacali. Sul fronte Eurocoop, invece, è attualmente attiva la cassa integrazione ordinaria, rinnovabile ad intervalli di tredici settimane. Uno strumento, però, previsto con l’obiettivo di accompagnare verso una ripresa lavorativa che, allo stato attuale, appare piuttosto remota tra gli impianti della fabbrica Eni di contrada Piana del Signore. “Al momento – dice il segretario provinciale della Fim Angelo Sardella – gli operai dell’indotto che riescono ancora a lavorare in fabbrica, considerando solo metalmeccanici ed elettrostrumentali, è veramente ridotto. Si fa fatica anche a raggiungere le cento unità”.

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