Messinese aderisce a Sviluppo Democratico, scontro in aula: “I cinquestelle hanno abbandonato il bambino partorito”

 
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L'ex assessore Francesco Salinitro, il sindaco Domenico Messinese e il vice Simone Siciliano

Gela. L’adesione al movimento politico Sviluppo Democratico, confermata in aula dal sindaco Domenico Messinese, ha scatenato non poche reazioni. L’attacco ai cinquestelle. In realtà, il vero obiettivo di diversi gruppi politici è stato, però, il Movimento cinque stelle. “Ho deciso di aderire ad un nuovo soggetto politico, Sviluppo Democratico”. Il sindaco Domenico Messinese ha aperto così la seduta di consiglio comunale. “In questo modo – ha replicato il capogruppo del Movimento cinque stelle Vincenzo Giudice – non si potrà più dire che in giunta ci sono assessori grillini. Il sindaco conferma che il Movimento cinque stelle, espellendolo, ha fatto la cosa migliore”. “Le contestazioni del capogruppo dei cinquestelle – ha replicato Messinese – sono assolutamente sterili e pretestuose”. Per Maria Pingo del Megafono, quanto accaduto nella vicenda politica del sindaco Domenico Messinese dimostra “il fallimento amministrativo del Movimento cinque stelle”. Forti critiche verso i grillini sono arrivate dall’indipendente Carmelo Casano. “I cinquestelle hanno partorito un bambino, Domenico Messinese – ha detto – per poi abbandonarlo. Non siete buoni padri di famiglia”. “Nel maggio del 2015 è stata messa in atto la più grande truffa elettorale ai danni di questa città – è intervenuto il capogruppo del Pd Vincenzo Cirignotta – i responsabili sono gli esponenti del Movimento cinque stelle. Dov’è il programma di questo nuovo movimento?”. Nettamente contrario alle scelte politiche del sindaco si è detto l’esponente di Un’Altra Gela Salvatore Sammito. “La sfido a ricandidarsi sotto il simbolo di Sviluppo Democratico – ha attaccato – parliamo di un movimento che non conosce nessuno”. Il capogruppo di Adesso Gela Giuseppe Ventura ha attaccato i cinquestelle. “Undici candidati nelle vostre liste adesso stanno appoggiando il sindaco – ha detto rivolgendosi ai grillini presenti in aula – hanno voltato le spalle al Movimento cinque stelle. La responsabilità della vittoria di Domenico Messinese è vostra. Siete stati eletti solo per un simbolo. Non capisco perché i consiglieri comunali del Movimento cinque stelle debbano ritenersi differenti dagli altri. Noi non accettiamo lezioni di onestà da nessuno”. Molto critici verso Messinese e la sua scelta sono stati anche il capogruppo della Lista Musumeci Vincenzo Cascino e quello del Polo Civico Guido Siragusa. Proprio l’esponente centrista, però, non ha mancato di ricalcare le responsabilità del Movimento cinque stelle. “Forza Italia – ha detto Salvatore Scerra – conferma l’opposizione a questa giunta. Un’opposizione costruttiva che va a sostegno delle sorti della città. La decisione del sindaco mi pare piuttosto azzardata. Non ha il sostegno neanche di tutti i suoi assessori. Adesso, però, vogliamo risposte concrete sugli investimenti di Eni ma anche sulla gara di appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e risultati concreti davanti alle troppe inefficienze di Caltaqua”.

La polemica sui debiti fuori bilancio. In aula, come capitato soprattutto nel corso delle ultime sedute, il caos si è concretizzato davanti al voto sui debiti fuori bilancio. Assenti i dirigenti di riferimento, è arrivata la richiesta di rinvio della seduta. Opzione bocciata dall’aula. Dopo il voto favorevole su uno dei debiti inseriti all’ordine del giorno, è venuto a mancare il numero legale.

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