“Non è un estorsore”: L’ex indagato chiede maxi risarcimento al suo datore

 
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Gela. Insieme ad altri sette colleghi, era stato accusato di far parte di un gruppo capace di condizionare l’attività all’interno dello stabilimento di proprietà dell’azienda Smim in contrada Piana del Signore: nei loro confronti, vennero ipotizzate

accuse pesanti come quella d’estorsione, soprattutto a seguito delle denunce presentate dai dirigenti del gruppo ligure.
L’inchiesta condotta dagli investigatori, però, non ha trovato alcun riscontro dopo il vaglio dei magistrati. Adesso, uno di quei lavoratori finiti al centro dell’inchiesta chiede un maxi risarcimento direttamente al titolare della Smim.
A differenza degli altri colleghi coinvolti nell’indagine, l’operaio Nicodemo Cafà si è sentito diffamato dalle accuse indirizzategli: così, ha scelto di chiedere un risarcimento di circa centocinquantamila euro.
Per questa ragione, insieme al suo legale, l’avvocato Francesco Castellana, ha chiamato in giudizio l’imprenditore Giancarlo Barbieri, amministratore unico della società ligure da decenni impegnata in città. Stando alla linea sostenuta dall’operaio, attualmente in servizio presso la stessa azienda, e dal suo legale: le accuse formulate non avrebbero avuto alcun tipo di fondamento.
Si sarebbe trattato, a loro dire, soltanto di una sorta di rivalsa messa in atto dai dirigenti dell’azienda attraverso le denunce sporte nei confronti dell’operaio e degli altri colleghi. Tesi che vengono esposte davanti al giudice Sabino Di Gregorio.
Il procedimento civile, infatti, è già stato avviato. Le richieste esposte da Cafà e dall’avvocato Castellana, in ogni caso, vengono del tutto respinte dai legali dell’azienda e dello stesso proprietario.
Davanti al giudice Di Gregorio, si sono già susseguiti diversi testimoni: non soltanto operai della Smim ma anche l’ex dirigente della squadra mobile di Caltanissetta Giovanni Giudice che, all’epoca dei fatti originariamente contestati ai lavoratori, si occupò delle indagini. Decisive, a questo punto, saranno le prossime udienze, già fissate dopo la pausa estiva.

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