Parcheggio Caposoprano, impresa fallita deve ancora ricevere 380 mila euro

 
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Gela. Apertura spesso rinviata, polemiche, veri e propri raid che hanno prodotto danni per centinaia di miglia di euro. Adesso, quasi trecentoottantamila euro da pagare prima possibile per chiudere l’intricata vicenda amministrativa che ha riguardato la costruzione del parcheggio di Caposoprano. Una cifra che dovrà uscire dalle casse di Palazzo di Città e raggiungere quelle della curatela fallimentare dell’impresa Gsm costruzioni srl di Paternò.

Sono trascorsi oltre sette anni da quando i pagamenti vennero chiesti dagli imprenditori etnei, successivamente costretti a chiudere i battenti dopo le accuse d’infiltrazione mafiosa che condussero alla revoca dell’appalto.
Adesso, è il curatore fallimentare Marco Scala a reclamare la cifra, già riconosciuta con un’ordinanza di primo grado emessa dai giudici del tribunale. Una vicenda giudiziaria partita da un ricorso presentato dai manager di Unicredit, convinti che quel credito spetti a loro per ripianare la scopertura finanziaria della Gsm costruzioni con l’allora Banco di Sicilia.
L’invito a sbloccare i pagamenti arriva anche dal legale di fiducia dell’ente comunale. La causa civile avviata dopo i tanti contrasti sorti è ferma davanti ai giudici della corte d’appello di Caltanissetta. La prossima udienza, addirittura, è fissata per il maggio 2016. Per evitare spese di precetto ed un eventuale pignoramento, il legale di fiducia dell’ente chiede di adempiere con tempi celeri.
La struttura di Caposoprano, dopo le continue devastazioni subite, continua a riservare risvolti soprattutto sul fronte giudiziario. Già durante le fasi di costruzione dell’opera pubblica, il sindacato, con in testa la Fillea Cgil, denunciò una serie di abusi ai danni degli operai impegnati nel cantiere.
“Purtroppo – spiega il sindaco Angelo Fasulo – si tratta di una vicenda che ha riguardato una diversa amministrazione comunale. Faremo, comunque, i necessari approfondimenti”.

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