Pistola contro un arbitro ad Avola, Morgana “Sport non è violenza”

 
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PALERMO (ITALPRESS) – “Lo sport è tutto tranne che violenza. Capisco che ci sono società che fanno investimenti importanti che vanno tutelati. Ma deve essere chiaro che nulla può giustificare un atto di violenza, un clima di intimidazione, o un ingeneroso innalzamento dei toni. L’arbitro può sbagliare come tutti, dobbiamo lavorare perchè sbagli di meno. Invito tutti ad abbassare i toni, ricordando che il calcio è uno sport”. E’ l’accorato appello del presidente della Lega nazionale dilettanti Sicilia, Sandro Morgana, che parla all’Italpress dopo quanto avvenuto nei giorni scorsi ad Avola con una pistola esibita per intimorire un direttore di gara al termine di una gara di Under 17. “Ho notizie dagli atti ufficiali: l’arbitro, fuori dal campo di gioco, pare sia stato circondato da alcuni ragazzi in motorino e uno di questi ha tirato fuori una pistola, puntandola contro l’arbitro prima di far esplodere tre colpi in aria. Il direttore di gara sostiene si tratti di una pistola a salve, ma va sottolineato che si tratta comunque di una episodio gravissimo per il gesto, per quello che può e vuole rappresentare, per il clima di intimidazione che in determinate circostanze si vuole mettere in atto” ha detto Morgana. “Faremo un esposto denuncia contro ignoti in sede penale perchè non vogliamo lasciare passare inosservato un atto che crediamo sia di gravità assoluta”. Nelle settimane scorse, a seguito di altri episodi seppur meno gravi, Morgana si era fatto portavoce di inviti alla calma e di rispetto per i direttori gara. “Stiamo puntando molto sulla formazione, ci siamo impegnati a fare una giornata riservata ad arbitri e capitani, lo faremo per categorie, al fine di ottenere due risultati: fare insieme degli approfondimenti regolamentari e creare un clima di comprensione tra le parti”. E ancora:”Il 19 novembre ci sarà un open day in tutte le delegazioni provinciali e nelle sezioni degli arbitri per la promozione del doppio tesseramento arbitro-calciatore fino a una certa età. Serve ad aiutare l’Aia per il reclutamento, ma anche a far comprendere al giovane calciatore quali siano le difficoltà di un arbitro nell’espletamento del proprio compito” ha detto Morgana che tiene molto anche ad un altro progetto che riguarda le donne. “Si chiama ‘Ragazze con i tacchettì per avvicinare le donne al calcio. Ho voluto un tavolo permanente di sviluppo del calcio femminile per promuovere anche altre iniziative come quella di incontrare i genitori insieme ai ragazzi al fine di far capire fin da piccoli che il rapporto dentro il campo deve essere caratterizzato da un atteggiamento diverso rispetto ai valori della vittoria o della sconfitta. Lavoriamo per dare a questi due concetti il giusto significato”.(ITALPRESS).