Vertenza raffineria, tutti in bilico? Allarme dal diretto: “Pronti subito a mobilitarci”

 
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Gela. Temono per il loro futuro occupazionale all’interno della raffineria Eni di contrada Piana del Signore. Adesso, la paura non riguarda più soltanto i lavoratori dell’indotto della fabbrica ma si sta man mano estendendo agli operatori del diretto.

Una preoccupazione emersa durante il consiglio di fabbrica delle rsu di raffineria. I lavoratori hanno avuto modo di confrontarsi con le rappresentanze sindacali di Filctem, Femca e Uiltec.
“Inutile nasconderlo – spiega Maurizio Castania della Uiltec – gli operatori della fabbrica vogliono chiarezza e temono per il loro futuro”. I tanti punti interrogativi si legano alla situazione di stallo che ha avvolto la trattativa in atto sui tavoli del ministero dell’ambiente con riferimento alle integrazioni all’autorizzazione ambientale rilasciata ai manager locali di Eni già due anni fa. Senza il via libera ministeriale, i dirigenti di raffineria non avalleranno alcun investimento: quindi, posti di lavoro in bilico?
I segretari sindacali Gaetano Catania, Francesco Emiliani e, appunto, Maurizio Castania, su richiesta degli stessi lavoratori, chiederanno un confronto diretto con il sindaco Angelo Fasulo e con il prefetto Carmine Valente.
“La linea di riferimento – spiegano i segretari di Filctem, Femca e Uiltec – deve essere quella del protocollo d’intesa sugli investimenti siglato a luglio dello scorso anno”.
Sotto questo profilo, e senza che giungano nuove risposte, lavoratori e sindacato sono pronti ad organizzare sit in nei pressi di ogni sede istituzionale coinvolta nella trattativa. Fronte caldo, comunque, rimane anche quello dell’indotto. Da qualche ora, gli operai ex Smim e Tucam sono ritornati a mobilitarsi.
Un sit in costante viene mantenuto, in maniera del tutto pacifica, nei pressi dell’ingresso dello stabilimento di contrada Piana del Signore. I segretari di Fiom, Fim e Uilm, nei prossimi giorni, dovrebbero incontrare gli imprenditori di Sicilsaldo ed Ergo Meccanica per definire le eventuali assunzioni e i tempi da adottare per l’assorbimento di almeno novanta lavoratori su un totale di centoquarantacinque ancora in ballo. Intanto, la tensione non si allenta neanche tra le fila della società Riva e Mariani.
I vertici del gruppo hanno confermato la messa in mobilità di quindici lavoratori. Troppo limitate le commesse per poter mantenere l’attuale organico: almeno questa è l’indicazione arrivata alle rappresentanze sindacali. Le parti, il prossimo 20 giugno, si incontreranno al ministero del lavoro.

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