Il maxi furto all’azienda e il “cavallo di ritorno”, Parisi si difende e respinge le accuse d’estorsione

 
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Immagini di repertorio

Gela. E’ pronto anche ad un confronto, davanti ai giudici, con l’imprenditore che lo ha accusato. Ha escluso qualsiasi coinvolgimento. Si è difeso il trentacinquenne Nunzio Parisi, arrestato dai carabinieri per furto ed estorsione. Stando agli investigatori, ci sarebbe lui dietro al presunto cavallo di ritorno organizzato ai danni di un imprenditore locale. Mezzi e macchinari rubati per poi chiedere soldi per la restituzione. Parisi, difeso dall’avvocato Davide Limoncello, ha ammesso di essere venuto a conoscenza del maxi furto solo dopo essere stato contattato proprio dall’imprenditore e da un suo parente che gli avrebbero chiesto di rintracciare gli organizzatori del colpo. Si è presentato davanti al giudice delle indagini preliminari Paolo Fiore. Per il resto, ha escluso di aver mai avuto la disponibilità dell’auto ripresa dai sistemi di videosorveglianza quando vennero portati via i mezzi da lavoro e i macchinari dell’azienda. Gli unici contatti avuti con l’imprenditore che, alla fine, ha deciso di fare il suo nome avrebbero riguardato solo rapporti di lavoro.

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