Area crisi, Regione conferma dieci milioni: nessun aumento e investimenti latitano

 
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Gela. Sul “tavolo” rimangono dieci milioni, quelli dell’accordo di programma per l’area di crisi complessa. Gli uffici regionali, con un provvedimento del dipartimento delle attività produttive, confermano lo stanziamento. In totale, sono poco meno di venti milioni di euro (compresa la quota ministeriale). Ad oggi, però, non ci sono stati i risultati preventivati. Un unico investimento selezionato da Invitalia e per il resto poco o nulla. Negli scorsi mesi, il governo regionale ha perorato la causa del secondo bando per gli investimenti. L’esito non è stato ancora comunicato. Lo scorso anno venne siglato un atto integrativo per prorogare la scadenza fino all’ottobre del 2024. Il caso dell’accordo di programma per l’area di crisi (che si estende ad oltre venti Comuni) fu al centro di approfondimenti della commissione industria del Senato. Gli investimenti non si sono visti, in attesa della chiusura del secondo avviso. Manca un aumento del monte stanziamenti. Regione e governo centrale non hanno mai individuato soluzioni differenti.

Da subito sembrò che i poco più di venti milioni di euro per l’area di crisi fossero decisamente insufficienti ma a quasi dieci anni dal protocollo di intesa per la riconversione di raffineria, non c’è stato lo sviluppo di nuove iniziative per gli investimenti sul territorio. Il fondo non muta e viene riconfermato. Si attendono investimenti e lavoro, grandi assenti in un’area che fa fatica ad andare avanti e senza una vera previsione di futuro, nonostante i programmi di Eni (unici ad essere stati rispettati seppur tra lungaggini e difficoltà pratiche).

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