Centrodestra inceppato, tensioni e stop forzati: in città Mpa e Federico possono spostare gli equilibri

 
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Esponenti di opposizione in aula consiliare

Gela.I buoni propositi e le intese di massima, che sembravano quasi ufficiali, si sono inceppati. Nel centrodestra del territorio è scattata una pausa di riflessione. Il tavolo provinciale di oggi è stato “rinviato”. Una sorta di tregua al culmine del quasi scisma generato dalle vicende targate Ars, con il parlamento regionale che ha bocciato la cosiddetta “salva-ineleggibili”, la norma che avrebbe permesso ai parlamentari in bilico, con tanto di sentenza sfavorevole, di mantenere il posto. Tra questi, l’attuale riferimento territoriale di Fratelli d’Italia, il sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania. Sente sempre di più il fiato al collo del coordinatore cittadino meloniano Salvatore Scuvera, a questo punto con tutte le carte in mano (comprese le motivazioni della sentenza favorevole dei giudici palermitani) per arrivare al cambio in corsa a Palermo. Un ricorso che aveva già fatto montare i primi malumori, diversi mesi fa quando venne formalizzato da alcuni elettori locali. Secondo molti, i meloniani hanno dimostrato di non avere “anticorpi” tali da riequilibrare l’organismo interno. Il partito si sarebbe rivelato poco corazzato e incapace di riportare i contendenti a più miti consigli. Tra ricorso accolto in primo grado e no dell’Ars alla “salva-ineleggibili”, Catania e il gruppo che lo sostiene potrebbero scatenare una sorta di crisi interna al centrodestra, con effetti soprattutto nelle piazze principali, Caltanissetta (potenzialmente affidata a Forza Italia per la scelta del candidato a sindaco) e Gela (nelle mire invece di Fratelli d’Italia). Il grande gelo ha paralizzato ogni ulteriore evoluzione. In città, un vero e proprio tavolo dell’alleanza, per tracciare le strategie elettorali, non c’è mai stato. Lo schema vuole che si mettano tutti i pezzi al posto in quello provinciale, con i partiti d’area. La mossa, per ora, non ha dato troppi riflessi favorevoli, almeno in città. Nel centrodestra non c’è una leadership vera, segnata dal candidato a sindaco. Se un accordo non si dovesse trovare, tutto potrebbe mutare e nell’arco di poco tempo. Ancora adesso, non è chiaro quando si andrà a votare. In Sicilia, manca l’ufficialità dell’election day di giugno e sulle province tutto è piuttosto incerto. Aspetti che potrebbero minare ancora di più le aspirazioni di unità. Il gruppo cittadino di FdI, fino a poco tempo fa con il vento in poppa, attende di sapere come si potrà organizzare la prossima campagna elettorale. Sembrava che il potenziale candidato potesse essere espressione dell’attuale gruppo consiliare oppure del nucleo che da tempo segue la crescita del partito. Per ora, nessuno può sbilanciarsi. Sarà essenziale un test di tenuta della coalizione. Senza un accordo generale, il centrodestra potrebbe diventare “terra di partenza” o comunque “approdo” per chi per ora ha scelto la via dell’attesa. In città, quest’area politica ha peculiarità piuttosto singolari e sicuramente non riconducibili ad altri contesti, compreso quello di Caltanissetta. Gruppi come l’Mpa o le liste dell’ex deputato Ars Pino Federico, seppur non schierati a prescindere, possono diventare decisivi per la vittoria. Né gli autonomisti (che partecipano al tavolo provinciale) né i fedelissimi di Federico, si sono per ora promessi ad un blocco elettorale.

C’è chi ipotizza che loro stessi potrebbero varare un’area non necessariamente schierata nel centrodestra oppure nel centrosinistra. Federico da diverse settimane, con l’acuirsi delle distanze nel rapporto con la Dc, ha iniziato a sondare il campo. Entità civiche, gruppi moderati ma anche qualche “esule” del centrodestra oppure dell’agorà progressista, potrebbero rivedersi in un progetto di centro, senza troppe spigolature ideologiche e con più di un aggancio di partito. La crisi interna del centrodestra, poco prevedibile, le “consultazioni” in corso nell’agorà politica e le incertezze che si susseguono sui candidati, sono tutte espressioni dell’assenza di baricentri forti, per ora. Una frammentazione senza un punto nevralgico, intorno alla quale pure il sindaco Lucio Greco, impegnato a disegnare i contorni della sua ricandidatura, potrebbe mettere le radici di un progetto finalizzato alla continuità amministrativa, seppur per ora senza troppi endorsement ufficiali o ufficiosi.

1 commento

  1. Federico è pronto a fare qualsiasi patto, pur di risorgere.
    Il suo modo di agire è già distruttivo e pur di raggiungere qualsiasi obiettivo è pronto a relegare danni ulteriori alla città.
    La gente l’ha capito, è lui che non vuole rassegnarsi.

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