Cimiteri senza loculi liberi, Casciana e Grisanti: “Forno crematorio non è più un tabù”

 
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Nei prossimi giorni potrebbe tenersi un nuovo tavolo di maggioranza (immagini di repertorio)

Gela. La continua carenza di loculi, da anni costringe ogni amministrazione comunale a ricorrere alle requisizioni. I loculi delle confraternite sono gli unici disponibili e il Comune se ne appropria per evitare ulteriori emergenze. Dal gruppo consiliare di “Libera-Mente” arriva però una proposta, già avanzata in passato. “Si potrebbe sviluppare un progetto, anche in project financing, per un forno crematorio”, dicono i consiglieri Vincenzo Casciana e Pierpaolo Grisanti. “In questo momento ci sono più di 1.200 salme che non hanno un loculo e vengono spostate da un posto all’altro, senza trovare pace, con operazioni di tumulazione e viceversa. La pace eterna che si dovrebbe raggiungere dopo la morte, genera invece dolore per tutti i familiari dei defunti che devono assistere a questo rito che ha del macabro – dicono – inoltre questa situazione presenta un grosso dispendio economico. Va da sé che una richiesta così alta di loculi è difficile da soddisfare. Da dati di questo tipo, salta fuori una proposta già paventata in passato, ossia realizzare un forno crematorio”. Attualmente, sull’isola l’unico esempio è quello di Messina. “Un impianto del genere consentirebbe al Comune di risolvere finalmente il grave problema della mancanza di loculi liberi nei cimiteri, offrendo ai cittadini l’opzione della cremazione dei propri cari. L’obiettivo che si intende perseguire, davanti all’insufficienza degli spazi cimiteriali, è la necessità di valutare ogni iniziativa in grado di superare le criticità derivanti dalla carenza di manufatti per le sepolture. La costruzione dei forni crematori si sposa con l’idea che l’utilizzo di questi impianti in qualche modo potrebbe costituire un risparmio in termini di spazio e denaro – aggiungono – spazio, perché se i parenti del defunto scegliessero la cremazione avremmo un maggior numero di loculi a disposizione per chi ne facesse richiesta. Denaro, perché questo tipo di intervento costa molto meno di una concessione per un loculo. Inoltre, sarebbe un’ottima rendita per gli imprenditori che investono nel settore. Scegliere la cremazione significa per qualcuno evitare lo squallore, la tristezza del disfacimento, del dissolvimento del proprio corpo”. I consiglieri aprono alla soluzione, sottolineando come la cremazione sia ormai un processo accolto dalla chiesa cattolica e in linea con i dettami ufficiali. L’autorizzazione per sistemi di questo tipo spetta al prefetto “con consenso dell’ufficiale sanitario”.

“Oggi, l’ufficiale sanitario è una figura che non esiste più e le sue funzioni sono passate direttamente alle Asl. Restando validi e attuali i principi sulle emissioni dei fumi, la scienza moderna ha contribuito a migliorare la tecnica sulla messa a punto di impianti crematori che rispettino i parametri ambientali sulla combustione e l’incenerimento dei rifiuti. Questi impianti vengono considerati environmentally friendly, ecologici e a basso impatto ambientale. In tutti gli impianti deve essere adottato, per i fumi in uscita dal post-combustore, un sistema di rilevazione e registrazione della temperatura e della concentrazione di ossigeno libero”. Una compatibilità ambientale che per Casciana e Grisanti dovrebbe spingere verso ipotesi di questo tipo, senza necessariamente affidarsi solo all’edilizia cimiteriale. Sul territorio provinciale, non sono mai stati usati forni crematori, costringendo chi volesse farlo a recarsi a Messina.

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