Danni enormi nella villa confiscata, Musti: “Atto vile, una sfida allo Stato”

 
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Gela. Sono enormi i danni nell’ex villa Murana, sulla Gela-Catania, colpita dalle fiamme nella notte. Questa mattina, sul posto, è subito stato effettuato un sopralluogo della procura. Il procuratore capo facente funzioni Lucia Musti e il sostituto Lucia Caroselli, insieme agli agenti di polizia, hanno condotto prime verifiche. L’immobile è stato definitivamente confiscato a Salvatore Murana e ai familiari. Doveva essere trasferito all’associazione Casa Rosetta che si occupa di recupero dei tossicodipendenti e di riabilitazione dei diversamente abili. Una finalità sociale, come previsto dalla normativa. Ci sono voluti anni per riattivare un iter molto complesso, completato dall’amministrazione comunale e dalla prefettura che ha monitorato ogni fase. La confisca scattò perché l’immobile venne individuato tra i beni che sarebbero stati frutto della vicinanza ai clan. “Un atto vile – ha spiegato il procuratore Musti – una sfida allo Stato. Faremo di tutto per individuare i responsabili”. Il magistrato ha confermato l’impegno della prefettura proprio per arrivare all’affidamento della villa, passata nella disponibilità del patrimonio comunale. Sembra certa la natura dolosa del rogo, sviluppatosi mentre si attendeva di completare lo sgombero di ciò che era rimasto all’interno e permettere il passaggio a Casa Rosetta. Gli uffici comunali del settore patrimonio, coordinati dall’assessore Antonio Pizzardi, avevano portato a completamento la procedura.

“Non indietreggiamo – ha detto il sindaco Lucio Greco arrivato sul posto – lo Stato c’è ed è presente in tutte le articolazioni. Farò di tutto affinché non si interrompa questo processo di legalità. Cercheremo di individuare una linea di finanziamento per ristrutturare l’immobile distrutto”.

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