“Dateci la possibilità di scegliere la didattica a distanza”, parte azione dei genitori

 
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Gela. Tanti genitori sono particolarmente preoccupati da una curva del contagio che in città tende sempre più verso l’alto e dal fatto che comunque i figli debbano frequentare la scuola, in presenza. Molti di loro si stanno unendo. Sono state raccolte già quasi duecento firme. Con una missiva, dopo aver incaricato il legale Francesco Salsetta, stanno chiedendo a tutte le istituzioni e alle autorità competenti, dalla presidenza del Consiglio dei ministri e fino al sindaco Lucio Greco, di poter scegliere se far frequentare ai loro figli le lezioni in presenza oppure se optare per la didattica a distanza. Lo stesso legale incaricato, nella comunicazione ufficiale spiega che non c’è alcuna intenzione di chiedere la chiusura delle scuole. “Il contenuto della presente comunicazione non promana da alcuna strumentalizzazione politica – scrive l’avvocato Salsetta – né, tantomeno, tende ad esprimersi come coro di polemica sull’operato di voi tutti”. I genitori vogliono però l’ultima parola sulla tutela del diritto alla salute dei figli, che ritengono non sia in contrasto con quello allo studio. Le adesioni sono tante, partite principalmente dall’istituto “Quasimodo”. Sono stati studiati anche recenti casi giurisprudenziali che darebbero supporto alla richiesta adesso avanzata dai genitori. Si dicono pronti a “collaborare in maniera fattiva con le istituzioni”, ma sono convinti che la libertà di scelta tra presenza nelle aule o didattica a distanza possa contribuire a ridurre l’emergenza e a far calare verso il basso la linea del contagio, che in città ha comunque subito un’impennata mai vista durante la prima ondata della pandemia da Covid.

Ieri, dopo quanto già comunicato dal sindaco Lucio Greco, anche gli assessori Nadia Gnoffo e Cristian Malluzzo, impegnati in sopralluoghi e incontri nelle scuole primarie e secondarie, hanno confermato che le scuole “sono sicure” e che al momento non è prevista nessuna chiusura generalizzata. Le famiglie rivendicano il diritto di scegliere, anche con l’iniziativa popolare appena avviata.

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