Fratelli d’Italia si spacca, Cascino: “Lomonaco inadeguato serve commissariamento”

 
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Cascino chiede il commissariamento del partito provinciale

Gela. La frattura interna era evidente da tempo e adesso viene conclamata dall’ex coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Angelo Cascino, ora componente della direzione regionale. Cascino e l’area locale che si rifà a lui chiedono il commissariamento della federazione provinciale, attualmente guidata da Fabiano Lomonaco. E’ appena stata ufficializzata la composizione della nuova direzione provinciale, nella quale entrano come vicecoordinatore il consigliere comunale del partito Sandra Bennici, e un esponente della prima ora della destra cittadina, l’avvocato Guglielmo Piazza. Per Cascino le scelte di Lomonaco non rispecchiano i veri numeri del partito sul territorio. “In qualità di componente della Direzione regionale del partito nella Sicilia Occidentale non posso che esprimere un vivo disappunto sulla gestione quantomeno pressapochista della Federazione Provinciale di Caltanissetta che, ogni giorno che passa, diventa sempre più evidente. La totale inadeguatezza al ruolo di Fabiano Lomonaco il cui atteggiamento risulta, ancora una volta, carente di forma e pessimo nella sostanza diventa sempre più palese dopo le mie dimissioni da coordinatore provinciale, date per puro spirito di servizio e per venire incontro alle esigenze organizzative della comunità umana e politica cui mi onoro di appartenere. Infatti, non senza stupore, abbiamo appreso dalla stampa che Lomonaco avrebbe provveduto a nominare la direzione provinciale del partito. Prendiamo atto che l’asserita composizione di tale organo, per come divulgata, pur in presenza di autorevoli esponenti, non è idonea a rappresentare il territorio provinciale per diversi ordini di ragioni. In primo luogo, non vengono rappresentati i territori della provincia dove la nostra classe dirigente è presente e, in particolare, la rappresentanza di Gela è sottodimensionata non bastando una vicepresidenza a compensare il grande divario di numeri tra Gela e Caltanissetta, anche in considerazione dell’aggregazione costante di Fratelli d’Italia Gela che oggi annovera al suo interno una pluralità di anime che rappresentano un ampio spaccato della società e dell’elettorato gelese. E’ evidente che la composizione di questa forma embrionale di direzione sia ancorata a logiche che forse andavano bene sette anni fa ma che oggi risultano riduttive per un partito che, nonostante l’immobilismo della guida targata Lomonaco, ha in provincia un potenziale in linea con i sondaggi che attestano Fdi tra i primi partiti d’Italia. Intanto, non si tiene conto del fatto che a Gela, tanto alle elezioni amministrative quanto a quelle europee, il partito ha ottenuto un risultato dell’8 per cento che, all’epoca, era circa il doppio della media nazionale. Ovviamente, questo risultato, che ha consentito a Fdi di entrare in consiglio comunale con un proprio rappresentante, è il frutto del lavoro svolto a livello locale senza alcun supporto dal signor Lomonaco, completamente latitante sia nella fase della composizione delle liste sia durante la campagna elettorale. Nella stessa tornata, peraltro, il risultato gelese, frutto di importanti sinergie, è ancor più straordinario se paragonato all’imbarazzante risultato del capoluogo dove la lista imbastita da Lomonaco, in tandem con il movimento “Sicilia Vera”, ha appena sfiorato la soglia del 5 per cento non eleggendo alcun rappresentante che, comunque, sarebbe stato tra i candidati di “Sicilia Vera”, più suffragati di quelli di Fdi. Se avesse partecipato all’attività politica della sezione gelese, anche promuovendo e organizzando attività politica pubblica, come sarebbe suo dovere fare invece di limitarsi a visite di cortesia in luoghi di lavoro o di privata dimora di questo o quell’amico, avrebbe conosciuto la pluralità di anime che contribuiscono alla crescita del partito, ben comprendendo l’insufficienza della sua proposta di direzione provinciale. A parte la distribuzione di inutili medagliette, non si comprende quale sia la strategia del partito in provincia di Caltanissetta, anche in occasione delle prossime amministrative, mancando del tutto il collegamento tra il vertice provinciale e la base, con conseguenti rischi di corto circuito come già avvenuto in alcuni Comuni e riportato da organi di stampa”. Lomonaco viene “sfiduciato” da Cascino e probabilmente dalla base di riferimento dell’attuale esponente della direzione regionale.

Anche in città, il partito sembra muoversi su più binari, con anime che dialogano poco. Lomonaco è politicamente molto vicino al consigliere comunale Sandra Bennici, scelta come vicecoordinatore provinciale. “Della situazione sono stati informati a più riprese il coordinatore regionale Giampiero Cannella e il responsabile nazionale organizzazione, l’onorevole Giovanni Donzelli, che si sono fatti promotori della necessità di trovare una sintesi che però il signor Lomonaco dimostra di non volere, esercitando pratiche correntizie da partito della Prima Repubblica – aggiunge Cascino – impedendo che le varie anime del partito collaborino serenamente e proficuamente per la crescita, soprattutto in quello che è il primo Comune della provincia dove si sono registrate già in occasione delle recenti amministrative, importanti e autorevoli adesioni che ne hanno rafforzato l’immagine complessiva. Probabilmente, dopo sette anni di guida targata Lomonaco, in assenza di significativi risultati, eccezion fatta per Gela. Considerando il comportamento autoreferenziale e l’incapacità di Lomonaco di garantire un sano sviluppo del partito trovando la sintesi tra i tanti gruppi che legittimamente decidono di aderire al progetto di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, è giunto il momento di legittimare la classe dirigente con un voto congressuale e non possiamo che attendere gli opportuni provvedimenti di commissariamento della federazione provinciale, non potendo accettare di essere parte di teatrini che paralizzano l’azione politica del partito a livello provinciale, al solo scopo di godere di presunte rendite di posizione”. Ora, la parola passa ai vertici regionali di Fratelli d’Italia, un partito che in città e in provincia è chiaramente diviso.

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