Indagine “Cave canem”, furti e droga: “Imputati a processo”

 
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I poliziotti ricostruirono diversi "colpi" anche usando le immagini dei sistemi di videosorveglianza

Gela. Per la procura, devono andare a processo. Sono considerati responsabili di furti e avrebbero avuto a disposizione anche droga. Davanti al gup Roberto Riggio, il pm Mario Calabrese ha confermato la richiesta di rinvio a giudizio per i coinvolti nell’inchiesta “Cave canem”. Si tratta di Salvatore Perna, Nicola D’Amico, Salvatore Curvà, Aleandro Di Pietro, Vittorio Graziano Comes, Giuseppe Migliore, Gaetano Alferi, Calogero Daniele Infurna, Daniele Nocera, Angelo Vella, Francesco Scollo, Giuseppe Ciaramella, Nunzio Accomando, Vincenzo Decorato, Giuseppe Ventura, Epifanio Fontana (per la sua posizione il giudizio è stato disposto per una lite finita all’attenzione degli investigatori e non per furto o droga), Gaetano Romano e Ayoub Bentalib. Due dei coinvolti, hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, sono Carmelo Ascia e Calogero Pirino. La richiesta di patteggiamento è stata avanzata dalla difesa di Gaetano Cammarata.

Tra i fatti ricostruiti dai pm e dai poliziotti del commissariato, anche il colpo in un’abitazione, del centro storico. Fu portato via un armadio, con all’interno delle armi. Il proprietario si è costituito parte civile, con l’avvocato Giovanni Giudice. Sono tanti i furti che vengono addebitati agli imputati, messi a segno in garage e non solo. Gli imputati sono rappresentati dagli avvocati Giacomo Ventura, Nicoletta Cauchi, Marco Granvillano, Cristina Alfieri, Giuseppe D’Aleo, Carmelo Tuccio, Davide Limoncello, Francesco Enia, Giuseppe Cammalleri, Giovanna Zappulla, Stefania Valente, Antonio Gagliano, Rocco Guarnaccia, Ignazio Raniolo, Maurizio Scicolone, Giovanni Cannizzaro e Giuseppe Fiorenza.

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