Gauci di nuovo alla guida della Filt, “una vergogna le promesse non mantenute sul porto”

 
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Gela. Taglia Eni così come tagliano Ferrovie dello Stato e l’Ast. In città, il settore dei trasporti, sia su gomma che via mare, è ai minimi storici. Numeri che sono stati forniti dall’appena riconfermato segretario provinciale della Filt Cgil Orazio Gauci. Questa mattina, alla Camera del Lavoro di via Pitagora, i delegati della Filt si sono dati appuntamento per il congresso territoriale, alla presenza del segretario generale Franco Spanò e di quello confederale Ignazio Giudice. Tra le tante voci in “rosso”, c’è sicuramente il porto isola, con il numero di navi in arrivo praticamente azzerato. Solo quattro o cinque al mese a fronte delle trenta di qualche anno fa. Un trend al ribasso che risente enormemente del processo di riconversione green della raffineria di contrada Piana del Signore. “Vorrei ricordare il porto rifugio – ha detto Gauci – o quello che resta di un sito eternamente insabbiato e inagibile. Vorrei ricordare le promesse dei politici e della politica locale e regionale. Una vera vergogna che non va dimenticata”.

Ma la crisi, da alcuni anni ormai, si è abbattuta sull’autotrasporto locale. Con l’addio alla chimica di Eni, i padroncini e le aziende del settore hanno dovuto fare i conti con la perdita di quella che era diventata una monocommittenza a tutti gli effetti. Il segretario ha criticato pure le scelte dei vertici di Ferrovie dello Stato. “Fs prova continuamente ad indebolire la rete locale – ha aggiunto – diminuendo o sopprimendo tratte e scoraggiando i passeggeri, oramai rimasti in pochissimi, lasciando il mercato libero al trasporto su gomma. Senza parlare dei ponti che crollano per mancanza di manutenzione. L’azienda non investe nemmeno nell’ammodernamento dei mezzi vecchi e sporchi. Tutto questo non invoglia assolutamente i passeggeri, anzi”. Il settore trasporti è in crisi nera, in una città che alla crisi si è ormai abituata.

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