Giovane accoltellato, “ferita profonda e grave”: coetaneo accusato di tentato omicidio

 
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Gela. Le coltellate di sei anni fa causarono “una ferita grave”, che indusse i medici dell’ospedale “Vittorio Emanuele” ad intervenire chirurgicamente. Un giovane romeno, che allora risiedeva in città, fu raggiunto da alcuni fendenti. A rispondere di tentato omicidio è un suo connazionale, Mihai Remus Dinga. L’imputato, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Smecca, già dopo l’arresto negò di aver aggredito la vittima. Anzi, disse di essersi allontanato dalla zona, per paura di subire a sua volta delle conseguenze. Il riesame annullò l’ordinanza, disponendo la scarcerazione. Per gli inquirenti, ci sarebbero state tensioni tra cittadini romeni, che in quel periodo vivevano in città, nelle zone a ridosso dei quartieri Baracche e Carrubbazza. In aula, davanti al collegio penale del tribunale, la scorsa settimana sono stati ascoltati, in qualità di testimoni, i medici che per primi presero in carico il ferito, arrivato in ospedale. Dal pronto soccorso venne trasferito in chirurgia. Lo specialista che poi lo operò ha ricordato che la lama del coltello penetrò per non meno di “10-12 centimetri”.

Ci fu preoccupazione anche per la vita del ragazzo, che però non è stato più rintracciato. Risulta irreperibile e sarà difficile averlo in aula, nel corso del dibattimento. I testimoni hanno risposto alle domande del difensore dell’imputato, che si è soffermato proprio sull’entità della ferita e delle conseguenze riportate dalla vittima, e a quelle del pubblico ministero della procura. A giugno, verranno sentiti, sempre come testimoni, poliziotti che si occuparono delle attività di indagine.

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