Industria e malattie, Rinciani non ci sta: “L’approccio dei 5 stelle è troppo debole…è un caso politico”

 
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Gela. “I risarcimenti per i danni all’ambiente e alla salute? Più che un problema di sentenze, si tratta di una questione politica”. “L’approccio dei 5 stelle è stato troppo debole…”. Il medico Antonio Rinciani, da anni impegnato in prima fila nell’affrontare casi clinici estremi, prende le distanze dalle tante polemiche delle ultime settimane. “Purtroppo – continua – questa città e chi la vive non avranno mai un risarcimento tale da poter comparare i danni subiti. La politica, però, non può essere succube davanti agli interessi economici di grandi gruppi come Eni. Perlomeno, dovrebbe fare la voce grossa e chiedere che una parte, seppur minima, delle conseguenze prodotte dall’industrializzazione pesante venga compensata. Chiamateli come volete! Risarcimenti o compensazioni! Alla fine, la sostanza non cambia”. Il pediatra, già consigliere comunale e candidato a sindaco, non sembra favorevole all’approccio adottato dalla giunta del Movimento 5 stelle. “Onestamente, considerando anche i temi della loro campagna elettorale – continua – mi sarei aspettato posizioni molto più nette. Invece, non vedo particolari differenze rispetto all’approccio della precedente amministrazione comunale”.

“Molti specialisti rinunciano ai compensi pur di arrivare in città”. Intanto, Rinciani, per il tramite della fondazione Vitaora, prosegue il percorso finalizzato a dare sostegno alle famiglie colpite da gravi patologie, soprattutto sul fronte malformazioni e non solo. “Molti specialisti siciliani e di altre regioni italiane – dice – arrivano periodicamente in città, rinunciando ad una parte dei loro compensi. In questo modo, cerchiamo di evitare le continue trasferte sostenute da famiglie in difficoltà economica. Questi specialisti, al momento, effettuano le visite nel mio studio professionale. Non è un carico semplice da sostenere. Così, con la fondazione, sto cercando di avere un’interlocuzione diretta a livello ministeriale. Spero si possano trovare fondi per una nuova struttura. Non è facile, soprattutto in questo periodo. Molti specialisti hanno già comunicato l’intenzione di monitorare alcune patologie, anche ortopediche, che avrebbero un’incidenza fin troppo anomala in questo territorio”. 

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