Inizio anno di proteste, scoppia rabbia lavoratori Sudelettra: sciopero guardiafuochi Archimede

 
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I lavoratori Sudelettra sono in protesta

Gela. L’anno nuovo si apre così come si era chiuso quello appena trascorso. Fin dalle prime luci dell’alba, lavoratori in protesta, nei pressi degli uffici amministrativi di Eni. Ad alzare il livello della mobilitazione sono stati gli operai Sudelettra e i guardiafuochi di Archimede. “Siamo stanchi – dicono i lavoratori Sudelettra – l’azienda ci ha lasciati in un limbo. Non siamo stati licenziati, non siamo in cassa integrazione ma non lavoriamo. Non percepiamo stipendi da tre mesi. Non ci è stata riconosciuta la tredicesima mensilità. Abbiamo scoperto che da circa un anno non viene versato il Tfr ai fondi”. Di recente, la proprietà della società elettrostrumentale, da anni impegnata negli appalti Eni, ha riaperto una procedura di licenziamento collettivo. “Ormai va avanti da anni – dicono alcuni lavoratori in protesta – a questo punto, che ci licenzi, almeno potremmo cercare qualche altro lavoro. Quello che impressiona è l’assenza di controlli su un’azienda che si sente di poterci trattare come meglio crede. L’accordo di cassa integrazione degli scorsi mesi non esiste, non è mai stato messo in atto”. Una vicenda sempre più travagliata per i dipendenti di un’azienda, che fino a qualche mese fa ha lavorato negli appalti della nuova green refinery di Eni. Alcuni lavoratori, tra i più anziani, denunciano una serie di irregolarità, che pare siano state segnalate anche alla magistratura. C’è chi ha dovuto rinunciare all’università per i figli, non avendo più somme per mantenere le spese necessarie. I segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm (Orazio Gauci, Angelo Sardella e Nicola Calabrese) dovranno tentare di arrivare ad una soluzione, anche se la vicenda appare sempre più grave. “Ci sono stati casi di vera e propria discriminazione ai danni di lavoratori”, aggiungono alcuni dipendenti.

I guardiafuochi davanti alla capitaneria

La protesta è scattata anche per i lavoratori di Archimede, azienda siracusana che si occupa dei servizi nel porto isola, a cominciare da quello antincendio. “Reclamiamo i diritti che ci spettano”, dicono i guardiafuochi, sostenuti dai sindacalisti Cgil Ignazio Giudice e Orazio Gauci e dal segretario provinciale Ugl trasporti Francesco Cacici. E’ stato respinto anche un licenziamento deciso dalla società, perché ritenuto illegittimo. Per oggi, è stato deciso lo sciopero. In prefettura, è stato chiesto il rispetto dei diritti contrattuali. Secondo il sindacato, ci sarebbero troppe forzature, tutte a danno dei lavoratori, che questa mattina, dopo aver protestato nei pressi degli uffici amministrativi di Eni, si sono poi spostati davanti alla capitaneria di porto. Si sentono presi di mira dopo aver sollevato diverse rivendicazioni, soprattutto sul rispetto dei loro diritti. Il 2020 inizia tra le proteste, in una città dove il lavoro è sempre più a rischio.

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