La spedizione punitiva contro il titolare di un bar, dopo le condanne c’è la Cassazione

 
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Gela. Per i giudici di primo e secondo grado si sarebbe trattato di una vera e propria spedizione punitiva contro il titolare del bar “Duomo”, nel cuore del centro storico. Dopo le condanne confermate anche dai giudici della Corte d’appello di Caltanissetta, in sette si sono rivolti alla Cassazione. E’ stato fissato per il prossimo gennaio il giudizio davanti ai magistrati romani. Il titolare dell’esercizio commerciale, nell’estate di otto anni fa, riuscì solo per un caso a sfuggire al pestaggio, rifugiandosi all’interno di un’altra attività della zona. In base alla ricostruzione d’accusa, sarebbe stato preso di mira dopo aver detto no al pagamento di circa cinquecento euro al mese. Soldi che gli sarebbero stati imposti. Una versione che è sempre stata contestata dagli imputati e dai loro legali (gli avvocati Carmelo Tuccio, Maurizio Scicolone, Dionisio Nastasi, Giovanni Bellino e Francesco Bellino). Nei precedenti gradi di giudizio il verdetto ha accolto quanto chiesto dai pm. Condanne sono state pronunciate ai danni di Catalin Toma (a quattro anni di reclusione), Adrian Uncureanu, Nuccio Rinzivillo e Giuseppe Cannizzo (a tre anni e un mese di detenzione), Roberto Di Stefano e Emanuele Cannizzo (a tre anni) e Giuseppe Rinella (a sei mesi).

Stando ai difensori, solo poche ore prima l’esercente aveva aggredito uno degli imputati. Il titolare del bar è invece parte civile, rappresentato dall’avvocato Alfredo D’Aparo.

1 commento

  1. Ma scusate… Ma come è possibile che in una città super video sorvegliata… Derackettizzata… Con l’ex sindaco nonché ex pers. Della reg Sicilia Crocetta paladino della giustizia… Un politico presidente dell’antimafia.. Un presidente antiracket, tutti con tanto di scorta, non passi giorno in cui non si parli di: estorsioni ed incendi??? Qualcosa non mi torna! Poveri Soldi bruciati a scorte pagate dai contribuenti!!!! Spero che Salvini faccia un bel po’ di pulizia per dare fine a questo scempio e sperpero di soldi pubblici.

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