“Non capisco nervosismo Picone”, Liardi: “Conosce situazione Ccr, ci addebita colpe inesistenti”

 
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L'assessore Ivan Liardi

Gela. Il nuovo servizio rifiuti, in città, è partito ad inizio ottobre, mettendo fine a quello condotto per circa un decennio dalla campana Tekra. Adesso, le attività sono coordinate dall’in house Impianti Srr. I primi risultati si notano, anche ad occhio nudo, ma tra gli uffici dell’in house e quelli comunali non sembra profilarsi una vera concordia. L’amministratore di Impianti Giovanna Picone, in giornata, ha fatto rilevare diverse criticità irrisolte, dal Ccr comunale saltato e fino ai controlli che mancano, addebitandole all’amministrazione. “Non capisco questo nervosismo da parte dell’amministratore di Impianti – spiega l’assessore all’ambiente Ivan Liardi – l’ingegnere Picone sa molto bene che non abbiamo proseguito rispetto al finanziamento sul Ccr, che avevamo ottenuto, a causa di un disguido tecnico, non dovuto all’amministrazione. La Regione ci ha consigliato di non procedere se non fossimo stati nelle condizioni di rispettare le scadenze. La soluzione che lei stessa aveva proposto, con una convezione tra Impianti, Comune e Regione, è stata del tutto respinta proprio dagli uffici regionali. Non era fattibile. Vorrei inoltre sottolineare che già a fine settembre il sindaco, con ordinanza, aveva autorizzato l’uso dell’area attualmente nella disponibilità di Impianti, a Settefarine, per allestire un primo Ccr provvisorio. Ancora oggi, non ci risulta nulla di tutto questo. Stanno procedendo con il progetto del Ccr nell’ex autoparco ma deve ancora partire. Sarebbe meglio che ognuno pensasse a ciò che deve fare, soprattutto quando non si è ancora adempiuto”. Di recente, da Palazzo di Città è partita una nota di contestazione verso Impianti Srr. Ci sarebbero state mancanze sul servizio da parte dell’in house. Sicuramente, dopo una prima fase di tendenziale unità di vedute, adesso i rapporti tra le parti appaiono piuttosto agitati.

“Gli ispettori ambientali – aggiunge Liardi riferendosi alle critiche del manager – per ragioni tecniche non potevano più rimanere tra i ranghi del settore comunale ambiente. Sono ritornati alla polizia municipale. Nel corso di un tavolo tecnico, il comandante Montana ha preso l’impegno di utilizzarli per i controlli. Le attività di monitoraggio vengono condotte e sono stati emessi verbali di infrazione a danno di chi viola le fasce di conferimento. Io stesso ho provveduto a comunicare alla società i punti nei quali sono collocate le fototrappole. Ripeto, bisognerebbe stare calmi e pensare all’efficienza del servizio. L’amministratore di Impianti chiama in causa l’amministrazione, imputandogli colpe infondate”.

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