Panificio danneggiato due volte con il fuoco, condanna impugnata: fissato giudizio di appello

 
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Cascino ripreso mentre carica la bombola di gpl

Gela. Nell’arco di poche settimane, danneggiò due volte la stessa attività commerciale. Fu preso di mira un panificio. Il quarantatreenne Salvatore Cascino agì appiccando le fiamme ed è stato condannato. Nel secondo caso, davanti all’ingresso dell’esercizio commerciale collocò una bombola gpl che fortunatamente non esplose. Fatti che l’hanno portato alla condanna a due anni di reclusione, decisa lo scorso maggio al termine del procedimento di primo grado. La richiesta della procura, per l’incendio e la tentata estorsione, era di tre anni e dieci mesi. La decisione è stata impugnata dalla difesa. La vicenda sarà trattata in appello a metà dicembre. Il giudizio è stato fissato. Nel corso di accertamenti richiesti dal difensore, l’avvocato Giuseppe Cascino, venne effettuata una perizia sullo stato mentale dell’imputato, nel recente passato ospite di strutture di cura. Venne accertata una seminfermità ma con la capacità di stare in giudizio. L’imputato ammise di aver appiccato le fiamme al panificio, respingendo invece l’ipotesi dell’estorsione. Gli inquirenti ritennero che quanto accaduto sarebbe stata la reazione al no che i proprietari dell’attività fecero seguire alla sua offerta di vendergli un immobile.

Inoltre, i titolari del panificio, ad un certo punto, si rifiutarono di consegnarli le materie prime per la produzione, richieste da Cascino che aveva esperienza come panificatore. Tutti aspetti che secondo la procura lo indussero a maturare la ritorsione con il fuoco. Saranno i giudici di appello a vagliare il ricorso avanzato dal legale dell’imputato.

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