“Per Argo-Cassiopea modello ponte Morandi”, Gallo: “Accelerare e coordinare investimenti”

 
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Il segretario Cisl Emanuele Gallo

Gela. Il sito locale, sulla carta, può diventare una sorta di hub del gas, soprattutto con un crisi geopolitica che ha di fatto cambiato i connotati della produzione mondiale. Il conflitto in Ucraina ha portato anche al taglio delle forniture russe. Un progetto strategico è “Argo-Cassiopea” di Eni, già previsto nel protocollo del 2014 e che costituisce un investimento finanziariamente centrale. “Però bisogna accelerare”, dice il segretario confederale della Cisl Emanuele Gallo. Il sindacalista è convinto che in questa fase i lavori sarebbero dovuti essere in fase avanzata. “Ci sono stati ritardi, in parte dovuti ad Enimed ma anche ai tempi autorizzativi e sono pochi i lavoratori impiegati”, dice. In base ai numeri, “Argo-Cassiopea” si presenta come una possibile svolta per la produzione di gas nazionale. “In Sicilia, attualmente, si estraggono 22 mila metri cubi standard giornalieri a Gagliano, 145 mila a Bronte e 18 mila a Mazara del Vallo. Per Argo-Cassiopea, invece, sono stati perforati già due pozzi e se ne prevedono altri tre. Un solo pozzo produce 400 mila metri cubi standard al giorno. Di conseguenza, la produzione complessiva è almeno cinque volte superiore a quella attuale. Un potenziamento andrebbe discusso inoltre per il green stream, che porta il gas dalla Libia alle coste italiane. Fino al 2008 arrivavano 33 milioni di metri cubi standard al giorno. Poi, sono stati ridotti a 22 milioni ma attualmente ne giungono solo 8 milioni. Il resto è destinato ad esigenze locali. Anche su questo versante si dovrebbe avviare una discussione per incrementare”. Secondo Gallo, i lavori per “Argo-Cassiopea”, con la base a terra, sono un tassello che va posto in un quadro complessivo. “Bisognerebbe adottare il modello del ponte Morandi, attuato a Genova – aggiunge – la conclusione delle attività è prevista per il 2024, ma a questo ritmo si andrà ben oltre. Serve una governance per pianificare tempi e lavori, coordinandoli con quelli delle bonifiche e con gli investimenti in raffineria. In caso contrario, tra qualche mese rischiamo l’implosione per l’indotto e per le aziende edili e metalmeccaniche. Non dimentichiamo che già trentacinque operai di Sudelettra sono sottoposti a procedura di licenziamento. Bisogna coniugare le esigenze delle società e quelle occupazionali. Non possiamo rischiare di trovarci con lavori fermi o che tardino a partire. Un coordinamento sarebbe molto importante”.

Il segretario della Cisl, inoltre, si rivolge alla politica locale. “Anche io sono convinto che il Comune debba ottenere una quota delle royalties per l’estrazione del gas di “Argo-Cassiopea” – conclude – però, la legge prevede solo una ripartizione tra Regione e Stato. La deputazione locale e le istituzioni devono mettersi in moto. Va rivista la legge in materia. E’ l’unica soluzione per non rimanere esclusi”. Sul tema, l’amministrazione comunale è intenzionata ad attivare contatti e ad incontrare le istituzioni, così hanno spiegato sia il sindaco Lucio Greco che il vice Terenziano Di Stefano.

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