Sanità e campagna elettorale, bugie e promesse su servizi mai realizzati

 
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L'accesso al Pronto soccorso ospedaliero con il piazzale asfaltato e la capitozzatura degli alberi

Gela. La soppressione dell’unità di Neurologia a Macchitella, per assecondare gli interessi di una clinica privata, è solo l’ultimo capriccio, in ordine di tempo, di una classe politica distante dal reale fabbisogno dei cittadini. Cosi, se a ridosso delle elezioni regionali il “taglio” della Neurologia è stato abilmente nascosto, al contrario, si è cercato di pubblicizzare l’attuazione mai avvenuta della “Breast unit”. Una passerella tra le corsie ospedaliere di Crocetta e dei suoi fedelissimi accompagnati dal direttore generale dell’Asp cl2, Carmelo Iacono, e Luciano Fiorella, responsabile del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele”.
Pochi cenni per il futuro della senologia, servizio mai realizzato che, nonostante la doppia inaugurazione, rimane contemplato solo nella pianta organica dell’ospedale. Come del resto è avvenuto per l’Unità di terapia intensiva neonatale (Utin) e lo stesso punto nascita. L’Ostetricia e ginecologia, infatti, è stato pompato fino a sfiorare mille parti annui lasciando però, tra le corsie, lo stesso personale in organico sottodimensionato anche a soddisfare la precedente richiesta di 550 nascite. Intanto nell’avveniristico gruppo operatorio si lavora solo in emergenza a causa della mancanza di anestesisti. Le liste di , quindi, attesa inaccettabili e i pazienti continuano a rivolgersi altrove facendo crescere a dismisura il capitolo di spesa legato alla migrazione sanitaria dall’Asp cl2.

Le nefandezze della politica non si limitano solo a creare disagi ai 250mila cittadini facenti parte del bacino a sud della provincia di Caltanissetta.
Mirano anche a concedere reparti realizzati solo grazie alle lotte del popolo. Per comprendere meglio lo stato di salute della sanità gelese basta fare un excursus degli ultimi cinque anni, prendendo in esame le logiche dettate dall’ormai ex governo Crocetta. Il bilancio devastante evidenza l’intenzione di cancellare servizi e mortificare quelli esistenti.
Tra tutti la radioterapia, intitolata alla memoria di Crocifisso Moscato, e volutamente ridimensionata a reparto ombra della struttura di San Cataldo. I due acceleratori lineari non sono mai entrati a regime contemporaneamente. Addirittura, lo scorso anno, i malati oncologici sono stati dirottati a San Cataldo per mancanza di aria condizionata nei due bunker. Mancasse solo l’aria…
Il direttore della struttura non ha mai denunciato, con la complicità delle organizzazioni sindacali, la mancanza di personale e di un semplice assistente da dedicare a chi si sottopone a trattamento radioterapico. I conati di vomito non rendono giustizia alla dignità di persone che la sanità identifica come pazienti “048”. Un codice che, senza la dovuta e prevista assistenza, rischia di uccidere moralmente chi invece lotta per la vita nascondendosi sotto un foulard di personalità.
Sicuramente le priorità del management dell’Asp di Caltanissetta erano altre. Forse le logiche politiche hanno compreso che per migliorare la sanità bastava asfaltare un piazzale e sfoltire le poche aree verdi ancora esistenti. Poco importa se le emergenze di Malattie infettive e Cardiologia vengono dirottate al Sant’Elia di Caltanissetta o se il nuovo Pronto soccorso si scopre con una sola camerata destinata ai pazienti ambosesso “parcheggiati”, anche due settimane consecutive, in cerca di un lettino per il definitivo ricovero. Un posto letto spesso inesistente anche per gli “amici” costretti a trasferimenti di fortuna in ambulanze del “118”, servizio privato e convenzionato, che andrebbero usate per le urgenze. I trasferimenti dovrebbero essere garantiti delle ambulanze degli ospedali, ferme al palo per i troppi guai meccanici e la carenza di autisti. Le promesse, anche in questa circostanza, sono rimaste tali. Anche perché l’acquisto di una nuova ambulanza non si giustificherebbe se l’organico degli autisti è fermo a quota tre e deve rispondere alle emergenze di tutto il distretto. E’ utopistico garantire ferie e malattie. Diventa più logico “favorire” le associazioni del territorio con i mezzi in dotazione.
Rimane senza risposta la lista dei servizi che rischiano di sparire. Perché, come sempre avviene, saranno i numeri manipolati delle prestazioni sanitarie rese a giustificare il ridimensionamento o meno delle unità operative ancora attive. La mannaia pende sulla Cardiologia, dove il recente congelamento della reperibilità dei medici, pomeridiana e notturna, potrebbe solo anticipare quello che accadrà con la nomina del manager designato dal governo Musumeci.

2 Commenti

  1. Incredibile ,politici Gelesi vergognatevi ,
    Cittadini trattati come abitanti del Burkina Faso ricordatevi che anche voi avete bisogno di un ospedale efficiente.

  2. Rosario crocetta e i suoi 4 l…? Gli uomini delle inaugurazioni di opere mai iniziate o completate. Forse l unica completata ,e’ abusiva niente di anormale in questo paisazzu se non si trattasse del palazzo di giustizia.

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