Schianto a Ponte Olivo, un agricoltore morto: “Ha invaso la corsia, non potevo evitarlo”

 
0

Gela. Era il maggio di quattro anni fa, quando la sua Mercedes impattò contro un motofurgone condotto da un agricoltore settantunenne. “Non ho potuto evitare l’impatto…”. L’anziano, dopo il ricovero all’ospedale Vittorio Emanuele, morì a quattro giorni di distanza dallo schianto. Per quei fatti, l’accusa di omicidio colposo è stata contestata a Riccardo P. C’era lui alla guida della Mercedes lungo la statale 117 bis, all’altezza di Ponte Olivo, quando si verificò l’impatto. L’imputato, davanti al giudice Manuela Matta, ha comunque confermato di non aver potuto evitare lo scontro, il motofurgone avrebbe improvvisamente invaso la corsia di marcia non consentendogli di evitarlo. Una linea già sostenuta in fase d’indagine sia dall’imputato che dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Giovanni Cannizzaro. “Ho subito diverse fratture – ha detto rispondendo alle domande in aula – ma sono stato risarcito per intero. Dopo l’incidente, non ho mai ricevuto verbali d’infrazione”.

Il perito in aula. Nel corso dell’udienza, è stato un perito di parte, nominato dalla difesa dell’imputato, a spiegare che il motofurgone occupò la carreggiata con la quarta marcia innestata. Il pm Pamela Cellura, però, ha sottolineato come dagli accertamenti a sua disposizione risulti che l’agricoltore avesse innestato la prima marcia e, dunque, si movesse a bassissima velocità. “La marcia innestata nel mezzo – ha confermato il perito – era proprio la quarta. Bisogna considerare, infatti, il posizionamento della forcella che non può mai spostarsi a differenza di ciò che capita all’interno della scatola del cambio”. Non è da escludere che alla prossima udienza possa essere emessa la sentenza.  

(Immagini di reportorio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here