“Su Eni Siciliano fa l’imprenditore…”, i grillini attaccano il vice sindaco: le compensazioni agli operai dell’indotto

 
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Il consigliere M5s Virginia Farruggia

Gela. E’ scontro frontale, ancora una volta, tra i consiglieri comunali del Movimento cinque stelle e il vice sindaco Simone Siciliano.

“Il futuro economico non può essere deciso da un’unica persona…”. Questa volta, la contesa è andata in scena nel corso della seduta monotematica di consiglio comunale sul caso Eni. Siciliano, soprattutto ad inizio riunione, ha confermato che la multinazionale intende comunque garantire gli investimenti sul territorio, sottolineando il ruolo fino ad ora rivestito dalla giunta. “Il futuro economico di questa città – ha attaccato Virginia Farruggia – non può essere deciso da un’unica persona. Il vice sindaco Simone Siciliano si sta muovendo come un imprenditore e sa solo incontrare altri imprenditori, senza riferire al consiglio comunale. Ad un anno di distanza dalla stesura dell’Accordo di programma, non siamo ancora riusciti a capire chi lo abbia definito. Non sono disponibili neanche i verbali. Quali risultati sono arrivati dal piano bonifiche, sempre ammesso che esista? Parlate di un liquefattore ma che occupazione garantirà? A chi dobbiamo rivolgerci per avere informazioni?”. “Chi mi attacca – ha replicato lo stesso Siciliano – neanche si presenta agli incontri. L’amministrazione è convinta che Eni assicurerà il rispetto degli impegni, anche sul piano della piattaforma Prezioso K. Gli incontri vengono effettuati anche in base alla mia autonomia istituzionale. Non devo certo chiedere l’autorizzazione. Ci sono sedici aziende, molto serie, che sono in lizza per insediarsi nelle aree dismesse Eni. Se avete paura di un liquefattore, informatevi su Wikipedia e capirete di cosa stiamo parlando”. Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione non solo dei grillini ma di buona parte dell’aula consiliare.

Alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Intanto, alla fine della riunione è passato il documento del grillino Angelo Amato. Il consigliere comunale ha chiesto che la giunta si impegni a rivolgersi direttamente alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. “32 milioni di compensazioni Eni non sono niente davanti al disastro ambientale causato da questa azienda in città – ha detto Amato – vogliono andarsene? Noi siamo pronti ad accompagnarli alla porta. Devono, però, ripagarci di tutte le morti causate. Ci sono operai che ancora oggi continuano ad ammalarsi”.

Le compesanzioni minerarie. Lo scontro su Eni, però, non ha risparmiato neanche la vicenda delle compensazioni minerarie, versate dall’azienda nelle casse della Regione e destinate ad una serie di progetti di rifacimento del centro storico. I consiglieri comunali Guido Siragusa e Carmelo Casano hanno ribadito quanto sostenuto già da settimane. La precedente amministrazione comunale, dell’allora sindaco Angelo Fasulo, ha inoltrato i progetti esecutivi. Il rischio, infatti, è che gli undici milioni siano stati stornati verso altri voci di spesa. L’esecutività è stata ribadita dal vice sindaco. “Ci sono documenti ufficiali che parlano – ha detto Guido Siragusa – il resto, sono favolette non supportate da documenti ufficiali”. Una linea seguita anche dall’esponente della Lista Musumeci Anna Comandatore. A contestare quanto sostenuto dai tre consiglieri comunali, però, c’è il presidente della commissione sviluppo economico Antonio Torrenti. “Abbiamo avuto un incontro molto proficuo con il dirigente regionale che segue la vicenda delle compensazioni minerarie – ha precisato – l’unico storno di somme che risulta è quello avallato dall’ex sindaco Fasulo. Il dirigente ci ha fatto capire che bisognerà accelerare sui progetti da rendere esecutivi, altrimenti si rischia veramente di perdere il finanziamento per gli interventi in via Ventura e piazza Cappuccini. Quì, non c’è nessuno intenzionato a mentire”. Il capogruppo della Lista Musumeci Vincenzo Cascino, dopo aver criticato la scelta dell’ex giunta Fasulo di firmare il protocollo d’intensa del novembre di due anni fa, ha comunque sottolineato come sul caso delle compensazioni minerarie il deputato regionale Nello Musumeci abbia appositamente interrogato la giunta regionale del presidente Rosario Crocetta.

“Siciliano lasci le deleghe”. L’aula, dopo quello presentato da Angelo Amato, ha detto sì ad un altro documento, questa volta portato avanti dal forzista Salvatore Scerra. Le richieste del consigliere comunale, comunque, sono state appoggiate da altri suoi colleghi. “Non è un documento politico o di partito – ha detto Scerra – di certo, siamo interessati ad un uso oculato delle compensazioni Eni, ad iniziare dal sostegno agli esodati e a quanti non rientrano più nel ciclo produttivo di Eni, principalmente gli operai dell’indotto. I soldi vanno investiti, inoltre, per un totale rifacimento della restante area del lungomare Federico II di Svevia. Ci interessano i risultati. Per questo, ci sembra giusto che l’assessore Simone Siciliano rimetta alcune delle sue deleghe, a partire da quelle all’ambiente. Non vorremmo che, dopo il lungo percorso, ci siano rapporti solo con alcune aziende”. Il documento di Scerra, appoggiato anche dai grllini e dal Partito Democratico, come ribadito dal capogruppo Vincenzo Cirignotta, è stato integrato da Guido Siragusa del Polo Civico. “L’amministrazione comunale – ha precisato – deve dare risposte sulla realizzazione di infrastrutture che servano ad assorbire la manodopera dell’indotto. Cosa stiamo facendo per decine di operai rimasti fuori dai cancelli della fabbrica?”. Chiaro il riferimento al progetto dello yard per la metalmeccanica di alta specializzazione, un cavallo di battaglia dello stesso consigliere. Risultati concreti ha chiesto anche l’altro esponente del Polo Civico Sandra Bennici. “Lei e i suoi assessori – ha contestato Cristian Malluzzo – avete fatto più viaggi a Roma, in pochi mesi, di quanti ne abbiano fatto gli ingegneri di Eni in vista del progetto di green refinery. In mano, però, non abbiamo praticamente nulla. Ci sono chiacchiere e poco altro”. L’esponente di Reset 4.0 Luigi Di Dio, però, non ha tralasciato il ruolo, ritenuto del tutto insoddisfacente, del Partito Democratico. “Avete firmato il protocollo di due anni fa che è alla base di tutto – ha detto – e dopo un anno dall’avvio dei vari tavoli, chiedete il coinvolgimento di Invitalia che, peraltro, è uno dei pochi soggetti della trattativa presenti fin dall’origine. Evidentemente, avete le idee confuse. In ogni caso, è dovere di questa amministrazione chiudere prima possibile la procedura sull’Accordo di programma”. Molto critico con le posizione del vice sindaco Simone Siciliano, anche il democratico Giuseppe Ventura che non a caso è stato tra i primi a condividere il documento proposto dal forzista Salvatore Scerra. Alla fine, ranghi sciolti e documenti approvati in un consiglio comunale sul caso Eni, senza la presenza di dirigenti dell’azienda e sindacati.    

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