Temperature impossibili e malori, in ospedale si partorisce senza aria condizionata

 
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I ventilatori portati da casa per contrastare le temperature insopportabili

Gela. Ieri, una visita ispettiva dei deputati regionali del Movimento cinque stelle, accompagnati tra i reparti dell’ospedale Vittorio Emanuele dal sindaco Domenico Messinese e dal direttore sanitario del presidio di Caposoprano Luciano Fiorella. Ma le emergenze nelle struttura non mancano mai. Da settimane, il sistema di aria condizionata va in tilt e le partorienti sono costrette a concepire in una sala con altissime temperature. Solo ieri, per due parti in emergenza, proprio il gran caldo ha causato il malore di un’operatrice e una giovane neomamma ha dovuto fare ricorso al respiratore. Un altro parto, non in urgenza, è stato invece spostato di ben otto ore, nel tentativo di ripristinare il sistema di refrigerazione.

Ma non è tutto perché le temperature rese insopportabili dal caldo estivo la fanno da padrone anche nelle stanze del reparto di ostetricia e ginecologia. Partorienti e relative famiglie a seguito sono costrette al fai da te, munendosi di ventilatori, presenza quasi fissa nelle stanze del reparto. Negli ultimi giorni, si è corsi ai ripari con l’installazione di sei split lungo il corridoio ma nelle stanze si boccheggia. Sanitari e primario hanno segnalato i guasti ma per ora la normalità appare piuttosto difficile da raggiungere.

2 Commenti

  1. Questi fatti, da condannare, fanno vanificare gli sforzi che in questi anni ha sostenuto l’Asp 2 – Caltanissetta. Sarebbe arrivato il momento di verificare il contratto di manutenzione su qualsiasi ambito; piuttosto che parlare( sempre) di personale e servizi.

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