Contratti a termine, operai esterni e accordi violati: l’indotto ancora in prefettura

 
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L'ingresso principale dello stabilimento Eni

Gela. Un nuovo vertice in prefettura sulle troppe anomalie dell’indotto Eni. La richiesta, ufficiale, negli scorsi giorni è stata inoltrata dalle segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm. Non solo la presenza in fabbrica di operai già in pensione (addirittura alcuni con tanto di contributi per l’esposizione all’amianto già riconosciuti), ma anche il ricorso a personale che arriva da altre province, l’uso sempre più frequente di contratti di lavoro a termine e gli straordinari imposti ai dipendenti delle aziende, attualmente impegnate nei lavori per la green refinery. Sono stati i segretari Orazio Gauci, Angelo Sardella e Nicola Calabrese a chiedere che la questione venga riportata sul tavolo della prefettura. Così, è stata chiesta la presenza di tutte le parti interessate, dai confederali di Cgil, Cisl e Uil agli imprenditori di Sicindustria passando per i vertici di raffineria ed Enimed.

Contratti a termine e straordinari. Una mossa che arriva al culmine di un periodo di piena attività nell’indotto della fabbrica di contrada Piana del Signore. In base alle previsioni dei manager della multinazionale, proprio questo dovrebbe essere il periodo di massima occupazione. Le assunzioni ci sono ma tanti operai della lista di disponibilità sono rimasti fuori dalla fabbrica, a vantaggio di personale esterno. Le segreterie dei metalmeccanici temono che gli accordi siano stati violati. I sindacati contestano anche il mancato avvio della fase di formazione e riqualificazione, che avrebbe dovuto consentire ai lavoratori di adeguare le loro competenze alle richieste giunte dalle aziende. Tutto è rimasto fermo, nonostante gli impegni assunti anche dalla Regione. A denunciare anomalie nelle recenti assunzioni è stato anche il segretario provinciale dei metalmeccanici dell’Ugl Francesco Cacici che ha sollevato il velo proprio intorno alla presenza di operai già in pensione, ma comunque ingaggiati da diverse aziende dell’indotto di raffineria.

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