“Uscivano con carrelli pieni e senza pagare”, clienti a processo: c’era un dipendente infedele

 
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Groceries shopping at Lidl, checkout cashier counter belt full of groceries at supermarket. Shopping with social distancing measures in stores. Wales, UK

Gela. Era un dipendente del punto vendita a far passare interi carrelli colmi di merce senza il pagamento, favorendo a quanto pare alcuni clienti e probabilmente intascando lui stesso delle somme. L’addetto ha già definito la sua posizione, senza arrivare in giudizio. Sono invece a processo tre clienti, per quanto accade in uno dei supermercati della catena “Paghi poco”, presente in città. Anche loro, stando alle accuse mosse dai pm della procura, avrebbero approfittato della presenza del dipendente. I primi sospetti, confermati dagli ammanchi, furono avanzati da altri operatori dell’attività. Vennero informati i proprietari. Questa mattina, due soci fondatori dell’azienda hanno testimoniato davanti al giudice Eva Nicastro. Hanno risposto alle domande del magistrato, del pm Gesualda Perspicace e dei difensori dei coinvolti, gli avvocati Salvo Macrì e Vincenzo Salerno. Dopo la denuncia, la procura avviò un’indagine e il dipendente fu monitorato con sistemi video. “Faceva passare interi carrelli di merce e non la pagavano – hanno detto i proprietari – probabilmente, anche se non si vede dalle telecamere, era lui stesso a prendere denaro dai clienti. Spesso usava solo il verifica prezzi o rilasciava uno scontrino dell’operazione precedente”. Gli imprenditori hanno parlato di un danno “da 60-70 mila euro”. I fatti emersero tre anni fa “ma non escludiamo che lo facesse già da prima”, hanno detto ancora.

Le difese hanno cercato di comprendere fino in fondo se gli imputati, sulla base di quanto spiegato degli imprenditori, potessero essere consapevoli di quello che accadeva. Secondo la procura, c’era un’intesa fraudolenta tra il cassiere e i clienti individuati. Altri imputati hanno a loro volta definito le rispettive posizioni, senza pervenire al dibattimento.

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