Anomalie nell’accesso al sistema Sdi, consultazioni non autorizzate: carabiniere a processo

 
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Gela. Non presta più servizio in città e fu lui a chiedere il trasferimento. Un carabiniere è attualmente a processo, davanti al giudice Fabrizio Giannola, perché ritenuto responsabile di consultazioni non autorizzate nel sistema Sdi, in dotazione alle forze dell’ordine. Sulla base di quanto ricostruito dai pm, ottenne un profilo da “utente investigativo” per acquisire elementi su uno degli allora indagati nell’indagine antidroga “Boomerang”. Per l’accusa, però, ne avrebbe approfittato per analizzare la posizione di due familiari, inserendo i loro nominativi nel sistema e senza che fosse stato preventivamente autorizzato dai superiori. Una vicenda che l’ha portato a processo, difeso dal legale Flavio Sinatra. Questa mattina, in aula, è stato piuttosto lungo l’esame di due testimoni. Sono stati sentiti gli ufficiali che accertarono le presunte anomalie di quelle consultazioni da parte del carabiniere.

Hanno confermato che il profilo per lo Sdi era stato attivato esclusivamente con la finalità di analizzare i dati di uno degli indagati nell’inchiesta antidroga che intanto era in corso. Sono state poste domande sia dalla difesa sia dal pm Luigi Lo Valvo, anche con riferimento ad una circolare in materia di uso del sistema interno alle forze dell’ordine.

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