Consorzio bonifica, Cimino (Fai-Cisl): “Evitare proteste politico-sindacali, valutiamo bozza riforma”

 
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Gela. La fase critica attraversata ormai da anni dal Consorzio di bonifica locale non ha trovato alcun momento di condivisione in eventuali soluzioni proposte dal commissario, la scorsa settimana in visita all’ente locale. Lavoratori e organizzazioni sindacali non vedono prospettive e non escludono altre iniziative per contestare continui ritardi nei pagamenti e più in generale un assetto organizzativo deficitario e la carenza palese di risorse e mezzi. Neanche il progetto di riforma dei Consorzi di bonifica, predisposto dal governo regionale, ha avuto sostegno. Sigle sindacali come Cgil, Uil e Filbi, sono già scese in piazza. Dal segretario generale della Fai-Cisl Carmelo Cimino arriva invece un approccio differente. “Si ribadisce, preliminarmente, che l’unità sindacale è un bene irrinunciabile per la rappresentatività e per la tutela dei diritti dei lavoratori, è altrettanto vero che l’autonomia è un altro aspetto che caratterizza la libertà sindacale e civile nel nostro Paese. Per cui, ogni singola organizzazione, forte dei propri convincimenti e, sempre nell’interesse dei soggetti che rappresenta, può e deve muoversi per il raggiungimento degli obiettivi sociali che si prefigge di realizzare. Rispettando le scelte poste in essere da Cgil e Uil ed in modo particolare della Filbi, senza condividerle – dice – che hanno determinato, unilateralmente, la rottura dell’unità sindacale nel comparto dei Consorzi di Bonifica, riteniamo che, in questo preciso momento di confusione, sia necessario esimerci dalle proteste politico–sindacali, per comprendere meglio le volontà connesse alla bozza di riforma dei Consorzi di Bonifica. Dal nostro agire sindacale e dal nostro modo di rivendicare, non abbiamo cancellato certamente il termine sciopero ma abbiamo il dovere senza correre il rischio di svalutarne la portata ed il significato, di non strumentalizzare i lavoratori ed evitare il loro coinvolgimento, attraverso pressioni improprie che sopprimono il libero diniego degli stessi”. Per Cimino, deve prevalere anzitutto l’attenta analisi dei contenuti del progetto di riforma. “Lo sciopero è l’astensione dal lavoro dei lavoratori che aderiscono con propria convinzione, sacrificando quote di retribuzione che vengono sottratte alle famiglie. Siamo convinti che l’attuale testo normativo debba essere rimodulato per eliminare alcuni ambiti di discrezionalità piuttosto evidenti ma, in quale articolo del disegno di legge n.530, concernente la riforma dei Consorzi di Bonifica, si rileva il “possibile licenziamento dei lavoratori attualmente in servizio?”. Come Fai, subito dopo lo sciopero organizzato da Cgil, Uil e Filbi per il settore dei Consorzi di Bonifica del 17 e 20 novembre, riuniremo l’attivo dei nostri dirigenti e Rsa per esaminare e approfondire le problematiche e le criticità insite nella attuale bozza di riforma e discuterle, attraverso le segreterie regionali con l’assessore competente, con il governo della Regione con i gruppi parlamentari, se possibile, anche unitariamente, senza con ciò partecipare, alle manifestazioni di piazza indette da Cgil, Uil e Filbi”. Il segretario, comunque, al pari delle altre sigle, apprezza quanto fatto dal parlamentare Ars Nuccio Di Paola, che nel maxi emendamento varato dall’Assemblea regionale ha inserito un contributo da 200 mila euro per il Consorzio locale, dopo quello da 550 mila euro dello scorso anno.

“Registriamo con soddisfazione l’iniziativa del parlamentare all’Ars Nuccio Di Paola che ha proposto l’inserimento nel maxi emendamento alla manovra uno stanziamento di 200 mila euro per il Consorzio di Bonifica e per il pagamento degli emolumenti ai lavoratori. Ricordiamo che lo scorso anno lo stesso onorevole Di Paola fece approvare un contributo di 550 mila euro e, pertanto, ha confermato la sua sensibilità nei confronti dei lavoratori, nonché l’attaccamento al territorio che rappresenta”, conclude.

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