Deposito scorie a Butera, scatta protesta: Mancuso, “presidente Mattarella ci aiuti”

 
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Il sit-in nella zona individuata da Sogin

Butera. Ad appena ventiquattro ore dalla diffusione dell’elenco dei siti che potenzialmente potrebbero ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari, c’è già un primo segnale dal territorio. Sindaci, deputati, qualche cittadino e altri amministratori si sono dati appuntamento a ridosso dell’area individuata da Sogin, nel territorio di Butera. “Questo è il cuore della produzione agricola e vitivinicola del territorio e una delle più importanti della Sicilia – ha spiegato il sindaco di Riesi Salvatore Chiantia – quello di Sogin è un progetto irricevibile, proposto da chi non conosce neanche il territorio. Sarebbe la morte definitiva”. L’amministrazione comunale era presente, tra gli altri con il vicesindaco Terenziano Di Stefano, con il presidente del consiglio comunale Salvatore Sammito e con l’assessore Ivan Liardi. “Questo non è un problema che tocca solo Butera – ha detto Di Stefano – dobbiamo fare fronte comune. E’ una questione che tocca tutti. Tanti corsi d’acqua che passano da questa zona, finiscono poi a Manfria. Dobbiamo essere compatti per dire no”. Il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso chiede espressamente l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Deve avere un occhio compassionevole per questo territorio – ha detto – lo chiedo proprio in questa giornata, che è anche dedicata al ricordo di Piersanti Mattarella, ucciso proprio perché si batteva contro situazioni che deturpavano e distruggevano territori e chi cercava la vivibilità. Il presidente Mattarella deve aiutarci. La Regione è contro e invitiamo i rappresentanti di Pd e M5s a dimostrare di essere contrari”.

Il vicesindaco di Butera Giusi Pisano ha parlato di un progetto “impensabile e inimmaginabile”. “Questo – ha proseguito – è un territorio a vocazione agricola. Tanti investitori hanno puntato su questo territorio dando lavoro. Non possiamo accettare che venga creato un ulteriore danno”.

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