Dopo 16 anni la pratica di sanatoria non è ancora conclusa: giudice blocca demolizione

 
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Gela. Sono trascorsi sedici anni dal momento della presentazione della domanda per la sanatoria edilizia dell’immobile di loro proprietà. Dagli uffici del Comune, dopo che gli stessi proprietari nel tempo hanno versato oneri per quasi 5 mila euro, non è ancora arrivata la conclusione della procedura. Anzi, lo scorso maggio i tecnici di Palazzo di Città si sono fatti vivi richiedendo un’integrazione degli atti. Nel frattempo, la famiglia che vive nell’immobile ha anche rischiato di vederselo demolire, dopo la condanna per abusivismo che risale al 2009. Il giudice del tribunale, però, ha accolto la sospensione dell’ordine di demolizione, dopo l’istanza proposta dal legale dei proprietari, l’avvocato Riccardo Lana. La decisione è stata emessa a conclusione dell’incidente di esecuzione. In questo modo, la demolizione viene bloccata fino a quando non ci sarà la formalizzazione della sanatoria da parte del Comune.

I tempi sono però molto lunghi, come dimostra questa vicenda e come più volte è stato lamentato non solo da proprietari che ad anni di distanza ancora attendono l’esito delle procedure attivate ma anche da tecnici e professionisti del settore, che si trovano davanti ad uffici ridotti ai minimi termini. Negli ultimi giorni, la giunta ha approvato la proposta dell’assessore Giuseppe Licata, che dovrebbe servire a snellire procedure sempre più lunghe. Sarà infatti possibile affidarsi alla perizia giurata di un tecnico abilitato, allegando i pagamenti delle oblazioni e degli oneri, oltre a quelli dei tributi sull’immobile e per lo smaltimento dei rifiuti. Se entro il termine di novanta giorni non dovessero arrivare riscontri dagli uffici del municipio, allora la perizia dovrà ritenersi efficace. L’affidamento delle pratiche di sanatoria a tecnici e aziende esterne non è servito a sbrogliare del tutto una matassa burocratica, ancora molto intricata.

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