Estorsione e contrasti, spararono a un rivale: chiesti 30 anni per Caci e 10 per Falsaperla

 
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La scena dell'agguato ripresa dai sistemi di videosorveglianza

Lecce. Trent’anni di reclusione per il cinquantenne Angelo Caci e dieci per il quarantasettenne Rocco Falsaperla. Sono le richieste arrivate dal pm della procura di Lecce Stefania Mininni, al termine della requisitoria, nel dibattimento scaturito dal tentato omicidio di Gianni Calignano. L’uomo venne raggiunto da un colpo di pistola, in pieno centro, a Nardò, in Puglia. Per i magistrati leccesi, ad agire sarebbero stati il gelese Angelo Caci e il sessantottenne Francesco Russo, per il quale sono stati chiesti ventiquattro anni di reclusione. Calignano si sarebbe messo di traverso in un’estorsione aperta dai Russo, che ottennero il sostegno dei due gelesi. Dodici anni di reclusione sono stati chiesti per il trentenne Giampiero Russo (figlio di Francesco), che risponde solo dell’estorsione, così come Falsaperla. Dieci anni, ancora, a Giuseppe Calignano e quattro a Evilys Pimentel Roque, cubana che avrebbe coperto la fuga di Angelo Caci e Francesco Russo.

Il tentato omicidio. Agli imputati viene anche contestata l’aggravante mafiosa. Da quanto emerso, ci sarebbe stato un presunto scontro per accaparrarsi l’estorsione di un esercente di Nardò. Caci e Falsaperla, da anni ormai, risiedono nel Nord Italia, ma arrivarono a Nardò per dare manforte ai due Russo. L’azione di fuoco venne ripresa dai sistemi di videosorveglianza della zona, serviti agli investigatori per individuare i presunti responsabili.

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