Furti e il “colpo” per le armi, inchiesta “Cave canem”: ventuno coinvolti dal gup

 
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I poliziotti ricostruirono diversi "colpi" anche usando le immagini dei sistemi di videosorveglianza

Gela. Furti di moto e scooter, ma anche nelle abitazioni, fino ad impossessarsi di un armadio dove erano custodite una pistola e tre fucili. Sono in totale ventuno i coinvolti nel blitz “Cave Canem” che dovranno presentarsi davanti al gup del tribunale, il prossimo maggio. Per la procura, vanno rinviati a giudizio, perché ritenuti tutti coinvolti nei fatti contestati. I poliziotti del commissariato e i pm ricostruirono anche un tentativo di sequestro di persona. Un giovane, all’uscita dell’istituto scolastico che frequentava, fu avvicinato e a forza spinto verso un’auto. Pare che alcuni dei coinvolti gli volessero far pagare un furto deciso in autonomia.

Nel blitz, vennero arrestati quelli che gli investigatori ritennero i più attivi, Carmelo Ascia, Salvatore Perna, Giuseppe Migliore e Salvatore Curvà. In totale, vennero denunciate circa cinquanta persone. Ventuno di loro nei risponderanno davanti al gup.

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