Irpef e Imu al rialzo per il dissesto, l’aula prende tempo: “Ministero bloccherà tutti i trasferimenti”

 
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Gela. Le aliquote spinte al massimo per Imu e Irpef continuano a non trovare il sostegno del consiglio comunale. Il dissesto rende obbligatorio procedere con la rideterminazione del livello delle imposte, nell’ottica di un successivo riequilibrio del bilancio comunale. L’aula, però, anche oggi ha scelto di non scegliere. È mancato il numero legale. I parametri dettati per l’Irpef, senza una distinzione di fasce reddituali, non trovano riscontro neppure tra le fila dei consiglieri più vicini al sindaco Lucio Greco. I civici e il consigliere di “Rinnova” Alessandra Ascia avevano, a loro volta, già espresso posizioni del tutto incompatibili con la proposta di elevare le aliquote senza una proporzionalità.

Il segretario generale Carolina Ferro ha rimarcato che senza l’approvazione di questi atti, il ministero bloccherà ogni trasferimento destinato al municipio, comprese le somme del fondo di solidarietà (circa sei milioni di euro) per la spesa corrente, a partire dagli stipendi dei dipendenti e non solo. Un imbuto amministrativo ma soprattutto politico. L’assessore al bilancio Mariangela Faraci ha cercato di smorzare le preoccupazioni. “Non c’è nulla che non si possa successivamente rivedere”, ha precisato. Nessuno intende assumersi il fardello di far aumentare drasticamente l’entità delle imposte per i cittadini. Un concetto già fatto emergere quando è stata discussa la medesima proposta per l’Imu. Il numero legale è venuto a mancare ma ha solo rinviato una questione che per ora non trova una soluzione attuabile.

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