La segretaria del sindaco stabilizzata in Comune? Il caso in aula: i dem, “verifiche su mansioni superiori”

 
0
Il sindaco Domenico Messinese e il suo vice Simone Siciliano

Gela. Mansioni superiori attribuite a diversi dipendenti comunali e l’ipotesi che la segretaria del sindaco, scelta ad inizio mandato, possa addirittura essere stabilizzata, diventando a tutti gli effetti dipendente municipale. Questioni che finiscono in consiglio comunale. Il gruppo dem ha deciso di presentare una mozione. Dietro alle mansioni superiori assegnate nell’ultimo periodo, almeno secondo i consiglieri del Pd, ci sarebbero forzature dell’amministrazione. A insospettire è soprattutto il mancato avvio di procedure concorsuali, previste dalla legge, per individuare le figure professionali mancanti in pianta organica. “Qualora l’utilizzazione del dipendente sia disposta per sopperire a vacanze di posti in organico, immediatamente, e comunque nel termine massimo di novanta giorni – prevede la normativa presa in considerazione – dalla data in cui il dipendente è assegnato alle predette mansioni, devono essere avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti”. Le mansioni superiori sono state attribuite, ma di procedure di concorso neanche l’ombra. Anche per questa ragione, i dem hanno mosso il passo della mozione. Chiamano in causa il segretario generale che, se accertasse violazioni della normativa, dovrebbe provvedere ad annullare gli atti di assegnazione delle mansioni superiori.

La segretaria stabilizzata? Da qualche tempo, inoltre, la segretaria personale del sindaco ha ricevuto un adeguamento salariale da 500 euro al mese (come anticipato da questa testata) che non ha mancato di sollevare polemiche in municipio. Tra le altre cose, però, i dem non escludono che, norme alla mano, la stessa segretaria, trascorsi tre anni di servizio in municipio (dove è inquadrata come istruttore direttivo categoria “C”), possa puntare alla stabilizzazione, rimanendo a Palazzo di Città, anche dopo la conclusione del mandato di Domenico Messinese che l’ha nominata. In aula, a questo punto, chiederanno che Rita Scicolone, con la firma di un atto ufficiale, si impegni a rinunciare “a qualsiasi diritto acquisito per il superamento del periodo di assunzione a carattere temporaneo (tre anni), che possa consentire la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato”. Dati i tempi, la sua potrebbe essere una delle pochissime nuove assunzioni a Palazzo di Città.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here