L’alternativa a Greco e un fronte ampio di centrosinistra, progressisti fanno la “verifica”

 
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La presentazione dello scorso anno di "Unità progressista"

Gela. “Unità progressista”, l’intergruppo consiliare tenuto a battesimo solo pochi mesi fa, continuerà ad essere il punto di riferimento per qualsiasi dialogo nel fronte locale di centrosinistra. Nel fine settimana, sono in programma incontri tra gli esponenti che hanno deciso di tentare la carta progressista per costruire un progetto del tutto alternativo a quello del sindaco Lucio Greco. Vogliono mettere la prima pietra e proiettarsi alle amministrative del prossimo anno. Fino ad ora, ci sono i grillini, i civici di “Rinnova” e il gruppo di sinistra che in consiglio comunale ha come riferimento il vicepresidente Paola Giudice. Nel fine settimana, si cercherà di fare il punto, pare anche con la presenza del parlamentare Ars Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento cinquestelle. L’intesa tra i fondatori di “Unità progressista” sembra piuttosto solida. E’ quasi scontato che sul tavolo di “verifica” ci sia anche l’opzione di un allargamento del fronte, che non può certamente essere trascurato. Un dialogo con il Pd non sembra un tabù. Rispetto allo scorso anno e al grande freddo delle regionali, ci sono stati cambiamenti netti, anzitutto in casa dem. Il nuovo corso del segretario nazionale Elly Schlein è assolutamente collocato nella direzione del dialogo, da subito, proprio con i pentastellati e con le forze di sinistra, comprese quelle sindacali. Una linea che sicuramente trova riscontro nella segreteria cittadina del Partito Democratico e il segretario Guido Siragusa non ha fatto mistero di volere con forza un canale diretto con i grillini e le forze civiche “che guardano al progetto progressista”. Anche tra le fila di “Unità progressista” non c’è alcun vincolo. Si dovrà trovare un primo punto di contatto per avviare una discussione ampia.

I grillini, inoltre, hanno sempre posto l’accento su un progetto che sia volto ad aggregare forze civiche, interessate agli obiettivi progressisti. Quello che sta accadendo a Palazzo di Città viene valutato con attenzione. La mozione di sfiducia non sembra avere il vento in poppa ma rimane una possibilità e i progressisti non si vogliono far trovare impreparati. Non fanno salti di gioia davanti ad una mozione quasi esclusivamente del centrodestra ma se dovesse arrivare in aula consiliare, come hanno già spiegato i tre consiglieri del gruppo, troverà comunque il loro voto favorevole. C’è forte attenzione sulla crisi finanziaria dell’ente. I correttivi, così come il rendiconto e il Pef, saranno sottoposti ad approfodimenti preliminari all’eventuale voto. Il confronto in corso, allo stato, non è per nulla finalizzato ad una conta di nomi e possibili candidati per il prossimo anno. I progressisti vogliono iniziare a tracciare delle linee programmatiche e a strutturarsi, sapendo che quasi sicuramente l’alleanza di centrosinistra sarà più ampia rispetto all’attuale “formazione”, che è quella originaria.

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