Le corse clandestine di cavalli sulla Gela-Catania, i quattro gelesi coinvolti hanno chiesto la revoca di tutte le misure cautelari

 
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Il blitz scattò prima che partisse una delle corse

Gela. E’ già stata inoltrata una richiesta per la revoca anche dell’obbligo

di dimora in città, imposto negli scorsi mesi a quattro indagati nell’inchiesta “Bucefalo”, tutti gelesi.

Le presunte corse clandestine. Si tratta dei fratelli Salvatore ed Emanuele Puccio, di Giuseppe Emmanuello e Rosario Cassarino. Dopo il blitz, lungo la Gela-Catania, vennero arrestati, insieme ad altri presunti complici, con l’accusa di essere dietro ad un giro di corse clandestine di cavalli. Poliziotti e finanzieri di Enna, Niscemi, Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, coordinati dai pm ennesi, entrarono in azione all’alba, bloccando una presunta corsa clandestina di cavalli, organizzata proprio su un tratto della Gela-Catania, all’altezza del bivio stradale per Piazza Armerina. Il giudice delle indagini preliminari, su richiesta del legale di fiducia degli indagati gelesi, l’avvocato Francesco Alberghina, revocò gli arresti domiciliari, imponendo ai quattro l’obbligo di dimora in città. Adesso, è stata chiesta la revoca anche di questa misura. Secondo il difensore, infatti, non ci sarebbero più le esigenze investigative a fondamento. Nell’inchiesta sono coinvolti, inoltre, Andrea Criscione, Salvatore Gagliano, Calogero Abati e Mario Novello, tutti difesi dagli avvocati Francesco Alberghina, Francesco Villardita e Pia Giardinelli.  

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