“Non siamo interessati a scontri interni e nomi”, Federico: “Prima il programma, noi stiamo lavorando”

 
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Pino Federico

Gela. Con due blocchi principali che al momento si interrogano sul da farsi, tante altre forze politiche stanno sondando il campo. Non ci sono ancora scatti repentini per le amministratiche (potrebbero tenersi a giugno con l’election day). Sicuramente, c’è chi inizia a guardare ad un gruppo che ha sempre avuto riscontri elettorali. L’ex parlamentare Ars Pino Federico e gli esponenti a lui più vicini, sembrano ormai aver archiviato l’esperienza della Dc. Stanno lavorando ad un progetto per la città, in queste ultime settimane con ancor maggiore intensità. “Penso che in questo momento si stanno commettendo degli errori – dice Federico – nel centrodestra noto un’eccessiva litigiosità tra i vertici e mi preoccupa. Così come mi preoccupa un dibattito, nel contesto di centrosinistra, alimentato solo dai nomi. A noi, non interessa questo andazzo. Prima viene il progetto politico e amministrativo. Su questo, possiamo confrontarci con tutti. Non credo alle ideologie. Dobbiamo concentrarci sulla città”. Federico e i suoi possono diventare un fattore da non trascurare. La loro area ha le caratteristiche per attrarre, oltre le appartenenze di partito. “Mi rivedo nel centrodestra e non ne ho mai fatto mistero – aggiunge – però, il centrodestra attuale sta rischiando di commettere ancora una volta l’errore di ritenersi autosufficiente, senza aver bisogno di coinvolgere le forze del territorio e le realtà civiche. Cinque anni fa, lo dissi già all’epoca, la coalizione che si formò e vinse era stata costituita solo per superare le altre ma poi si è dimostrata incapace di garantire governabilità. C’erano troppe divergenze interne”. L’ex presidente della Provincia pone l’accento su “programmazione” e “progettualità”. “Le dighe devono tornare efficienti – sottolinea – il centro storico deve rivivere, va lanciato veramente un percorso turistico, agli agricoltori bisogna dare la soluzione delle acque reflue, possiamo definire un rapporto diverso con l’industria, l’ospedale non può rimanere nelle condizioni attuali. Servono novità ma partendo dalla città e da un progetto ben strutturato. Noi ci stiamo lavorando, astraendoci da qualsiasi corsa ai nomi. Non si può dare precedenza alle pretese personalistiche”. Incontri e interlocuzioni non mancano. Federico ha iniziato da qualche settimana.

“Con i liberali stiamo facendo un percorso comune – precisa – con tre o quattro liste l’intesa si può trovare già domani. Per noi, però, è fondamentale il programma. Parlo spesso con il consigliere della Lega Giuseppe Spata, così come ho avuto contatti con il segretario provinciale di Italia Viva Giuseppe Ventura. Allo stesso modo, parlo con Terenziano Di Stefano e con Salvatore Scerra”. Federico e il consigliere comunale Gabriele Pellegrino sono tra i riferimenti di un gruppo che potrebbe iniziare a mettere elementi concreti per valutare un accordo programmatico complessivo, anche trasversale “per una città in difficoltà enorme”. “Non abbiamo alcuna pretesa di candidatura, non lo facciamo per questo – conclude l’ex presidente della Provincia – quando abbiamo amministrato il primo pensiero è sempre stato alla programmazione e così si è poi giunti al museo del mare o alla tangenziale. Per il Comune ci vogliono uomini di buona volontà, che dedichino tutto il loro tempo al miglioramento delle condizioni attuali”. I blocchi che per ora stentano a decollare non dovranno dare nulla come già acquisito.

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