Omicidio Minguzzi, le assoluzioni di Tasca e degli altri coinvolti: appello pm, fissata l’udienza

 
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Pier Paolo Minguzzi (foto Il Resto del Carlino)

Ravenna. I pm avevano già formalizzato l’impugnazione delle tre assoluzioni che due anni fa conclusero il giudizio di primo grado per l’omicidio di Pierpaolo Minguzzi. Il ventunenne, della provincia di Ravenna, venne rapito e ucciso nel 1987. Secondo gli investigatori, l’azione scattò per avere circa 300 milioni di lire, come riscatto dalla famiglia impegnata nel settore dell’ortofrutta con una propria azienda. A settembre, saranno i giudici della Corte d’assise di appello di Bologna ad occuparsi ancora del caso. E’ stata fissata l’udienza. Vennero assolti l’ex carabiniere gelese Orazio Tasca, l’altro ex militare dell’arma Angelo Del Dotto e l’idraulico Alfredo Tarroni. L’assise ravennate, al termine di una lunga istruttoria dibattimentale, escluse il loro coinvolgimento. Nelle motivazioni, invece, si ipotizza un omicidio nello sfondo della criminalità organizzata che avrebbe preso di mira il giovane e la sua famiglia. Minguzzi era militare di leva e studente universitario. Sarebbe stato ucciso subito dopo il rapimento. Il suo corpo riemerse dalle acque del Po di Volano. I pm, che in primo grado avevano concluso con la richiesta dell’ergastolo per gli imputati, sono certi che agirono con Minguzzi così come fecero successivamente con un altro rapimento ai fini del riscatto (in questo caso per loro ci fu una condanna). Secondo gli inquirenti, Tasca che risiede a Pavia e che in quel periodo era in servizio ad Alfonsine, avrebbe materialmente contattato la famiglia Minguzzi per dettare le condizioni del rilascio e del relativo riscatto, facendo credere che il giovane fosse ancora vivo.

Vennero disposte perizie tecniche. Le difese, sostenute dagli avvocati Gianluca Silenzi, Luca Orsini e Andrea Maestri, hanno più volte respinto la versione dell’accusa. Gli imputati non hanno mai ammesso i fatti. La famiglia Minguzzi continua a battersi per avere la verità. I familiari del giovane ucciso sono parti civili, con i legali Paolo Cristofori, Luca Canella e Luisa Fabbri, che a loro volta avevano concluso per l’ergastolo dei due ex carabinieri e dell’idraulico.

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