Opposizione in aula contro Greco, Pellegrino: “Inizia azione per la sfiducia”

 
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Il consigliere Pellegrino

Gela. L’opposizione, che durante le tre settimane di crisi politica ha preferito attendere, aspettava al varco il sindaco Lucio Greco. Questa sera, in apertura del consiglio comunale, mentre Greco ha “presentato” la giunta all’intera assise civica, la prima carta, forse anche poco attesa, l’ha lanciata il consigliere di “Avanti Gela” Gabriele Pellegrino. Il gruppo, del quale fa parte anche il consigliere Salvatore Scerra, “avvierà azioni per la sfiducia”. Pellegrino l’ha detto a conclusione del suo intervento, “salvo che il sindaco non mi stupisca facendo un passo indietro”. Il consigliere di centrodestra ha parlato di “illogicità” nelle scelte di un sindaco che ha azzerato la sua giunta, per poi riconfermare però tutti gli assessori, con l’unico innesto dell’ingegnere Giovanni Costa, in quota “Liberamente”. “La qualità di un assessore cambia, al variare delle deleghe? Prima non adeguati e poi scienziati?”. L’esponente di Fratelli d’Italia Sandra Bennici avrebbe invece preferito che Greco, piuttosto che limitarsi ad indicare i nominativi e le deleghe degli assessori, approfondisse le ragioni della crisi. “Molto rumore per nulla”, ha chiosato, chiedendo le dimissioni. Il capogruppo di “Avanti Gela” Salvatore Scerra ha spiegato che “nomi e cognomi degli assessori il sindaco poteva evitarli. Questi assessori hanno una voce? Parlano? Posso sapere cosa pensano del lavoro fatto fino ad ora?”. Per Scerra, il “sindaco non ha argomenti. Perchè in aula non c’è l’assessore Gnoffo? E’ una questione politica? Dov’è la relazione annuale del sindaco? Non può essere una dittatura il suo lavoro”. Il dem Gaetano Orlando ha invece confermato il ruolo di opposizione del Pd, così come la grillina Virginia Farruggia, che invece ritiene del tutto assente “una visione della città” da parte dell’amministrazione Greco. Anche la dem Alessandra Ascia ha criticato il modo di fare politica di Greco. “E’ un metodo borderline”, ha detto Ascia.

“Il Pd aveva un assessore in questa giunta, che ha rimesso il mandato perché non si sentiva più rappresentata nel tentativo di fare concertazione nella giunta – ha aggiunto Ascia – qualcosa non andava. Il progetto non esisteva più. Abbiamo dialogato negli ultimi mesi con il sindaco, per appoggiarlo, non per forza con un assessorato, nel tentativo di superare i problemi della città. Ha spiegato che è distante dal Pd. Non si possono solo spartire poltrone. Accusa tutti, tranne sé stesso”. I dem, però, hanno escluso qualsiasi iniziativa verso la sfiducia. L’opposizione, sia di centrodestra che di centrosinistra, ha voluto prendere ancora di più le distanze dall’avvocato e dalla sua maggioranza.

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