Più rifiuti a Timpazzo, sì Regione ma parere negativo Biviere: informata prefettura

 
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Gela. Come anticipato una settimana fa, dalla Regione è arrivato il provvedimento di esclusione Via, con parere favorevole per la valutazione di incidenza, sul progetto di aumento dei quantitativi di rifiuti conferibili a Timpazzo. Si va a tappe forzate, proprio su volontà della Regione, che con lo stop quasi totale del sito di Lentini, teme l’aggravarsi dell’emergenza rifiuti. La piattaforma integrata di Timpazzo è uno dei siti di riferimento per la Regione, soprattutto perché totalmente pubblico. Tra i pareri decisivi, quello della commissione tecnica specialistica, che ha detto sì al progetto di aumento dei quantitativi. Il parere la Regione l’ha chiesto anche alla Riserva Orientata Biviere, per le aree che ricadono in Rete Natura 2000. Quello firmato da Emilio Giudice, direttore della Riserva, non è stato inoltrato entro il termine fissato da Palermo e così è scattato un silenzio-assenso, che però potrebbe finire a breve sotto osservazione. Giudice ha trasmesso il parere, seppur oltre il termine, ed è negativo. Si legge, tra le altre cose, che gli uffici del servizio 1, che fanno capo al dipartimento ambiente dell’Assessorato regionale territorio e ambiente, non avrebbero dovuto procedere con il silenzio-assenso, addebitandolo alla Riserva Orientata, perché “non è applicabile” alle procedure Vinca, come quella per Timpazzo. Secondo Giudice, infatti, il progetto non è assolutamente sostenibile e non rientra nei parametri del piano di gestione. Questa volta, oltre ad inoltrare il parere alla Regione e agli organi preposti, lo ha trasmesso anche alla prefettura di Caltanissetta. “Visto che c’è questa intenzione di tutelare il territorio e l’ambiente, dichiarata pure dalla prefettura – dice Giudice – mi è sembrato giusto metterla al corrente”. Se il parere, a Palermo, non dovesse essere preso in considerazione, perché trasmesso dopo l’emissione del provvedimento, allora Giudice non esclude ulteriori azioni. L’aumento dei quantitativi dei rifiuti a Timpazzo viene individuato come un progetto pericoloso per la tenuta ambientale di un territorio, già sottoposto a “preesistenti pressioni”. Viene richiamato un ulteriore studio sulla questione. “A seguito delle considerazioni riportate in tale studio, si perviene quindi alla conclusione che il progetto non è coerente con gli obiettivi ed azioni del Piano di gestione approvato con Ddg n.465 del 31 maggio 2016 dei siti di Rete Natura 2000 ITA050001, ITA050011 e ITA050012 – si legge nel parere – denominato “Biviere-Macconi” di Gela e con la letteratura scientifica post piano di gestione”.

Con la discarica di Timpazzo destinata a ricevere quantitativi maggiori, almeno in base ai progetti della Regione, secondo Giudice si contribuirebbe solo a fare ancora più pressione su un territorio, che già deve sostenere pesanti impatti, compreso quello del polo “Ciliegino”, poi del tutto naufragato. Si coglie l’occasione per ribadire che nell’ambito delle aree di Rete Natura 2000 il piano di gestione prevede la necessità di ridurre le pressioni preesistenti come previsto dalla stessa direttiva Habitat e uccelli. Nello specifico, il territorio di Gela ha un carico di detrattori e pressioni già elevato rispetto altri territori della Regione Sicilia (aree industriali, oleodotti, pozzi di petrolio, discariche industriali, discariche rsu, discariche abusive) – precisa il parere di Giudice – a cui vanno aggiunti progetti difformi come il progetto fotovoltaico del “Ciliegino” che hanno devastato 235 ha degli agro-ecosistemi della Piana di Gela”. Dalla Riserva Biviere, quindi, nessun silenzio-assenso, ma un parere nettamente negativo al progetto che ricade su Timpazzo. L’ampliamento recente della discarica di Timpazzo, collocata sempre nell’ambito degli agroecosistemi, senza un bilanciamento di riqualificazione degli ecosistemi dei siti comporta un aumento del cumulo di pressioni preesistenti. E’ necessario accertare – conclude il parere – l’avvenuto bilanciamento dei detrattori del sito di rete natura 2000 contenuti ne decreto dell’Aia come prescrizioni n.2523 del 23.12.2013”.

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