Azzerato l’abbandono scolastico al Majorana grazie ad un progetto innovativo di Eni

 
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I vertici Eni hanno confermato gli investimenti nel sito locale

Gela. La Sicilia è tra le regioni italiane più colpite dal fenomeno dell’abbandono scolastico con il 20,9%. A Gela il dato era ancora più allarmante, con il 44% con l’Europa che ha chiesto all’Italia di raggiungere entro il 2020 non oltre il 10%.

Eni e l’istituto Ettore Majorana di Gela da tre anni hanno sperimentato un progetto volto alla riduzione delle quote di abbandono scolastico. Ed al terzo anno i dati sono eccezionali perché si può sostenere che il 100 per cento della dispersione scolastica è stata recuperata.

I dati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa che è servita a tracciare un bilancio dell’ultimo anno scolastico. Sono stati coinvolti 172 studenti ed il numero di abbandoni si è limitato a 6 unità con un 3 per cento totale.

Il progetto è andato oltre le più rosee aspettative, come conferma il presidente della Raffineria Francesco Franchi, presente insieme all’ingegnere Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni. “Il nostro asset è rappresentato dal capitale umano. Investiamo sugli uomini, sulle loro competenze per stare al passo con un mercato globale che ha bisogno di risorse tecnologiche e umane sempre più innovative e specifiche”.

Grazie ad Eni è stata introdotta una nuova modalità didattica che prevede l’uso di iPad. Il progetto punta proprio sulla digitalizzazione del sistema. L’Eni ha donato nuovi iPad agli studenti delle classi del biennio e del terzo anno  dell’istituto Majorana di Gela, che insieme alle aule interattive allestite con lavagne multimediali, connessione Wi-Fi e computer, costituiscono le dotazioni per l’introduzione di una nuova modalità di didattica.

Il progetto Eni si fonda sulla convinzione che la scuola debba essere inclusiva, motivante e gratificante, tesa a valorizzare le potenzialità dei cosiddetti ultimi. Per questo ha incoraggiato i docenti alla formazione e alla ricerca, per trovare le strategie più adatte per affrontare il disagio e i bisogni speciali. Ha potenziato le risorse tecnologiche della scuola.  I docenti sono specificamente formati per gestire un nuovo modo di fare didattica e di interagire con la classi meno trasmissiva e più collaborativa. I  docenti, che guardano con interesse al nuovo modo di insegnare e sono stati adeguatamente formati, come conferma Salvatore Latone,  Docente referente Istituto Ettore Majorana. 

Tra i metodi innovati anche una lezione di fisica in rap. 

Il progetto proseguirà anche il prossimo anno scolastico ma Eni si augura che anche altri imprenditori e lo stesso Miur possano fare lo stesso percorso. 

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