Industria e agricoltura, Siragusa apre: “Fronte comune, pronti a sederci al tavolo con Greco”

 
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Il segretario cittadino del Pd Guido Siragusa

Gela. Un tavolo comune, mantenendo comunque le proprie posizioni politiche. Il segretario cittadino del Pd, Guido Siragusa, vede anche questa eventualità in un possibile dialogo a distanza con il sindaco Lucio Greco, per tentare di sbloccare due assi, che il dem considera essenziali per il futuro immediato del territorio, ovvero il polo industriale e quello agricolo. “La nostra posizione rispetto all’amministrazione comunale è ormai nota e non penso che debba sempre ritornaci. Però, in una fase così difficile per la città, tutti dobbiamo dare un contributo – dice – come Pd pensiamo sia essenziale il rilancio del tessuto economico industriale e del comparto agricolo. La città non può farne a meno. Noi, siamo disposti al dialogo e ad un confronto che serva ad ottimizzare e a dare risposte agli imprenditori e agli agricoltori, che di certo non sono interessati né agli scontri politici né a selfie vari”. Il segretario dem, più volte, ha usato toni forti per contestare la linea Greco e il Pd ha fatto capire che le strade sono ormai divise. Quello di Siragusa non è un invito politico al sindaco e alla sua amministrazione, ma un appello alla “responsabilità” verso il territorio. “Sul fronte dell’industria e della ripresa del tessuto economico locale – dice ancora – come partito abbiamo un obiettivo a breve termine, che è quello di infrastrutturare la zona industriale locale, collegandola alla Gela-Vittoria e alla Gela-Catania, che sono sbocchi nevralgici. Inoltre, l’area industriale va cablata interamente. Non possiamo pensare che le aziende locali debbano competere, in un contesto globale, lavorando in costante emergenza e senza servizi. A medio termine, invece, serve una via del mare. Un’interconnessione tra l’area industriale e la costa e ancora la realizzazione di uno yard, che sia un punto di riferimento per le aziende altamente specializzate della metalmeccanica, che devono presentarsi anche ai mercati nord africani e avere un ruolo centrale. La realizzazione dello yard è nel programma del sindaco. Bisogna lavorare in questa direzione e mettere mano, da subito, alla devincolizzazione dell’area industriale. Non ci può essere una zona industriale vincolata. Io sono per la massima tutela ambientale ma questo non può determinare la rinuncia al futuro economico di un’intera città”. Il comparto agricolo, secondo Siragusa, deve essere aiutato all’innovazione. “Non voglio ritornare sul tema delle dighe – dice ancora – una cosa, purtroppo, è certa. In questo territorio non ci sono risorse idriche a sufficienza e allora dobbiamo anche valutare opzioni ulteriori. All’Ars abbiamo sostenuto la norma sull’uso delle acque reflue, che devono far parte di un ciclo virtuoso, per alimentare i campi delle tante aziende agricole, oggi in enorme difficoltà – spiega il segretario dem – dobbiamo trasformare il problema in risorsa”.

Su questi temi, Siragusa rinnova il suo appello. “Se il sindaco lo vorrà – aggiunge – siamo pronti a mettere a disposizione i nostri riferimenti all’Ars e al governo nazionale. Possiamo sederci intorno ad un tavolo e analizzare punto per punto. E’ ora, inoltre, di fare chiarezza sul Cis. Con il ministro Giuseppe Provenzano eravamo andati avanti. Ora, invece, sembra che la questione sia ferma. Ma non voglio fare polemiche. Questo non è il momento degli scontri. Ripeto, ognuno deve dare il proprio contributo e come partito siamo pronti a farlo. Apriamo un fronte per individuare le questioni principali”. Siragusa e i dem locali tra le priorità per il rilancio inseriscono non solo il Contratto istituzionale di sviluppo ma anche la Zes e l’area di crisi. “Siamo pronti a muoverci a tutti i livelli – conclude – abbiamo un obbligo morale verso la città”. Se qualche settimana fa il sindaco Lucio Greco, a sorpresa, aveva elogiato la proposta dem sull’occupazione del suolo pubblico, ora dal Pd arriva un invito istituzionale, più ambizioso, quello di fare fronte per il rilancio economico, senza però ricongiungersi politicamente.

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