Ritardi nell’esito dei tamponi ed alcuni operai rischiano di perdere il lavoro

 
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Il manager Caltagirone (al centro) ha firmato gli atti per l'interpello interno

Gela. Sono trascorse due settimane dalla prima nota inviata dal sindaco al direttore generale dell’Asp di Caltanissetta Alessandro Caltagirone per segnalare le numerose proteste di cittadini che dopo aver completato il periodo di isolamento fiduciario non hanno ancora effettuato l’esame del tampone rinofaringeo.

Ora emerge un altro aspetto di questa vicenda. Molti lavoratori che hanno completato l’isolamento fiduciario con sorveglianza attiva e sono in attesa del tampone, stanno ricevendo chiamate da aziende del nord Italia per rientrare in servizio. E senza l’esito del tampone non potranno muoversi.

Ecco perché il sindaco Lucio Greco è tornato a sollecitare la direzione dell’Asp affinchè  si acceleri l’esame del tampone.

“E’ inammissibile che ci siano ancora oggi cittadini che attendano da due settimane non il tampone ma il suo esito – ha detto il sindaco – Al comune arrivano tutti i giorni al sottoscritto ma anche agli assessori decine di telefonate di cittadini in isolamento che lamentano ritardi eccessivi sia per effettuare il tampone che per avere una risposta. Non possiamo lasciare isolati cittadini che sono stati esemplari nei comportamenti e che giustamente rivendicano risposte certi e tempi ragionevoli”.

Sono circa 1600 i gelesi che sono tornati da oltre lo Stretto e si sono registrati sul sito della Regione Siciliana. Alcuni hanno atteso anche 35 giorni per avere risposte. Altri hanno dovuto effettuare anche due volte il tampone perché illeggibile o perché ancora si sono verificati casi di omonimia. Adesso però c’è il rischio che qualcuno possa perdere anche il lavoro.

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