Beni intestati a figli e nuore per ricevere aiuti comunitari, scattano 6 arresti

 
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La Guardia di Finanza ha eseguito 6 ordinanze insieme ai Carabinieri

Caltanissetta. Sono 6 le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta e dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna all’alba di oggi a Valguarnera ed a Capizzi su ordine del Gip del capoluogo nisseno.

Sono indagati, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni di proprietà di soggetti appartenenti a Cosa Nostra. La misura cautelare della custodia in carcere è stata emessa nei confronti di: Gabriele Stanzù, di Capizzi, già detenuto presso la casa Circondariale “Ucciardone” di Palermo; Nicola Antonino Stanzù, nato a Capizzi.

Arresti domiciliari per Carlotta Conti Mammamica, nata a Enna, moglie di Nicola Stanzù; Antonio Di Dio, nato a Nicosia, Carlo D’angelo, nato a Valguarnera; Nunzia Conti Mammamica, nata a Piazza Armerina (sorella di Carlotta e coniuge di Carlo D’Angelo. Le indagini sono state effettuate seguendo il flusso patrimoniale di Gabriele Giacomo Stanzù, soggetto già  condannato definitivamente per assistenza agli associati mafiosi nell’’ambito dell’attività di indagine, convenzionalmente denominata “Dioniso”, coordinata, negli anni 2004/2005, dalla DDA di Catania. Lo stesso è stato arrestato per l’omicidio di Francesco Saffila e condannato in via definitiva alla pena di 14 anni di reclusione.

Le indagini, che sono scaturite dall’analisi delle dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia, hanno fatto emergere la contiguità di Stanzù a Cosa Nostra, in particolare ad elementi di spicco della malavita gelese tra cui  Daniele Emmanuello. In una seconda fase sono state monitorate le movimentazioni effettuate da Stanzù nei confronti di propri congiunti e conoscenti. Dalle indagini sono emerse operazioni finanziarie e patrimoniali mirate a schermare i beni e le aziende riconducibili all’indagato per scongiurare un’eventuale aggressione preventiva dei patrimoni. L’attività illecita ha permesso alla famiglia, attraverso dei “prestanome”, di continuare a beneficiare dell’incameramento di aiuti comunitari. L’individuazione di tali flussi anomali di capitali e di patrimonio, dalla disponibilità di Gabriele Stanzù a quella degli arrestati, ha permesso nel luglio 2017 ai finanzieri del GICO di Caltanissetta ed ai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna di sequestrare beni per un valore superiore a 11 milioni di euro, consistente in terreni, fabbricati, autovetture e diversi conti correnti postali e bancari.

L’operazione di oggi ha fatto inoltre emergere l’esistenza di concreti interessi della criminalità organizzata di stampo mafioso e/o di soggetti contigui ad essa nel settore dell’illecita acquisizione di aziende agricole e di appezzamenti di terreni utilizzati per la presentazione di domande finalizzate all’acquisizione dei contributi Agea.

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