Corse clandestine di cavalli sulla 117 bis e scommesse, indagini chiuse: undici gelesi coinvolti

 
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Il blitz scattò prima che partisse una delle corse

Gela. Scommesse, cavalli dopati e corse clandestine che sarebbero state organizzate lungo la statale 117 bis, tra i territori di Gela e Piazza Armerina. Dopo tre anni dai fatti, i pm della procura di Enna hanno chiuso le indagini nei confronti di ventuno coinvolti, undici sono gelesi. Il blitz dei militari della guardia di finanza e dei poliziotti scattò dopo un lungo periodo di osservazioni e appostamenti. Il gruppo, composto non solo da gelesi ma anche da ennesi e catanesi, si sarebbe mosso con precise regole, anche per evitare controlli. Le forze dell’ordine arrivarono probabilmente poco prima della partenza di una nuova gara. Pare ci fosse chi faceva da staffetta, così da avvisare gli altri nel caso di presenze sospette. Tra le varie contestazioni, c’è anche quella di maltrattamenti ai cavalli usati lungo la “pista” della 117 bis Gela-Catania. Dopo gli arresti, in fase di riesame molte misure cautelari vennero riviste. I coinvolti si sono sempre difesi, escludendo che i cavalli fossero usati per competizioni clandestine. Le indagini sono state chiuse nei confronti dei gelesi Salvatore Puccio, Emanuele Puccio, Giuseppe Emmanuello, Pietro Tosto, Orazio Fazzino, Benedetto Rinzivillo, Graziano Gallo, Rosario Cassarino, Gaetano Cassarà, Nunzio Martorana ed Emanuele Trainito.

Gare e scommesse avrebbero riguardato anche Andrea Criscione, Salvatore Gagliano, Giuseppe Mirabella, Mario Novello, Salvatore Sallemi, Calogero Abati, Salvatore Blanco, Riccardo Spataro, Liborio Lo Stimolo e Gioacchino Iozzia. Sono difesi dagli avvocati Nicoletta Cauchi, Francesco Alberghina, Francesco Incardona, Patrizia Romano, Mario Brancato e Fabio Bennici.

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